implumi
GEAPRESS – Un intervento iniziato stamani alle 6.00 e concluso intorno alle 18.00. L’intervento della Polizia Provinciale di Firenze congiuntamente alla Polstrada del capoluogo toscano e con la collaborazione della Polizia Provinciale di Prato, ha bloccato una ingente spedizione di nidiacei prelevati dai nidi. Sarebbe stata accertata la provenienza dall’estero ma sul caso sono tutt’ora in corso le indagini.

Il mezzo è stato fermato sulla A1, nei pressi di Firenze. Quasi 400 tra Tordi e Cesene. Si tratterebbe di nidiacei ancora implumi a quanto pare non sessati. Come è noto al cacciatore con richiamo vivo, interessa solo il maschio. E’ quest’ultimo, infatti, che cantando indirizza sotto il tiro del fucile il malcapitato volatile selvatico. La determinazione del sesso in uccelli così piccoli avviene con un taglio nell’addome. Facendosi largo tra le viscere con l’ausilio di stecchini, l’uccellatore individua le gonadi. La ferita dei maschi viene spalmata con la colla,  mentre le femmine vengono eliminate. In questo caso, stante indiscrezioni circolate, il “taglio” non era ancora avvenuto.

Tutti i nidiacei erano stipati all’interno di scatole di cartone.

I reati ipotizzati sono quelli di maltrattamento e commercio illecito di fauna selvatica. Gli animali, ovviamente, erano privi di documentazione.

Il prezzo per ogni piccolo è in questa fase stimato tra i venticinque ed i trenta euro. Gli adulti, invece, sono valutati con un prezzo mai inferiore ai 100 euro, ma un animale che canta bene può essere venduto a prezzi ben più alti.

Tutti gli uccellini sono stati trasferiti in un Centro di Recupero del livornese. Si tratterebbe del CRUMA della LIPU che anche quest’anno, qualora la notizia venisse confermata, si troverebbe così ad affrontare una nuova emergenza. L’anno scorso, infatti, altri piccoli Tordi vennero sequestrati. La LIPU  riuscì a recuperarli e la liberazione avvenne in Trentino.

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