GEAPRESS – Un vero e proprio inseguimento, di notte all’interno dell’azienda faunistico venatoria. Due cacciatori improvvisati, secondo il Corpo Forestale dello Stato, se ne stavano all’interno della loro automobile con una balestra puntata fuori dal finestrino. Alla vista dei Forestali, i due, con precedenti per rissa, si sono liberati della balestra e dei dardi, ed hanno tentato la fuga nei bosci in località “Pimonte” nei pressi di Barberino di Mugello (FI). Gli stessi Forestali, pochi giorni addietro si erano distinti per avere denunciato, proprio a Barberino di Mugello, un bracconiere abituale trovato in possesso di un grosso cinghiale ucciso (vedi articolo GeaPress).

Gli ultimi fatti sono avvenuti nella notte tra il 21 ed il 22 settembre ed hanno comportato, per i due, la denuncia sia per violazione dei reati venatori che per resistenza a pubblico ufficiale. Cosa avevano fatto i due cacciatori improvvisati? Avevano sfondato il posto di blocco ed è stato necessario l’intervento di un’altra pattuglia della Forestale che ha sbarrato loro la strada.

La balestra è vietata per l’uso venatorio, ma, incredibilmente, è di libera vendita. Non occorre cioè porto d’armi. Alcune sentenze della Cassazione, infatti, hanno individuato per loro un uso prettamente sportivo, facendole così rientrare tra le armi improprie, ovvero atte ad offendere ma non costruite per questo scopo. Ed invece, sempre più, le balestre sono utilizzate dai bracconieri per uccidere anche grossi cinghiali. Vorrà dire che appena ci sarà un morto (umano) per balestra da bracconiere, i parenti si consoleranno con il fatto che l’arma non voleva offenderlo. 

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