GEAPRESS – Potrebbero in teoria essere restituiti ai cacciatori soci di Federcaccia, gli uccellini “richiami vivi” sequestrati lo scorso settembre dalla Procura della Repubblica di Firenze (vedi articolo GeaPress). Il Tribunale del Riesame ha accolto, infatti, il ricorso di Federcaccia, e per questo gli uccellini illegittimamente catturati nelle due ultime stagioni di caccia (la disposizione regionale, per due stagioni consecutive, venne bocciata dalla Corte Costituzionale) potrebbero teoricamente tornare ai cacciatori.

Secondo una interpretazione fornita qualche giorno addietro dalla Provincia di Firenze, questi ultimi potrebbero addirittura detenerli e non usarli. Un paradosso, sebbene sotto il profilo procedurale tutto deve rapportarsi alla gestione della “cosa” posta sottosequestro.

Il Tribunale del Riesame, però, non può entrare nel merito della fondatezza del presupposto di reato. Tale valutazione spetta alla Magistratura giudicante. Può però entrare nel merito della sussistenza delle esigenze cautelari e, nel caso, solo molto marginalmente su ciò che aveva determinato l’Ordinanza. In altri termini, oggetto di riesame, è l’Ordinanza della misura coercitiva, ovvero, nel nostro caso, il sequestro dei richiami illecitamente catturati (su questo, almeno, non vi sono dubbi).

Grossolanamente, però, gli interventi del Tribunale del Riesame vengono, spesso, pubblicizzati dagli imputati o da chi li rappresenta come una sorta di assoluzione dal reato, una infondatezza dell’atto accusatorio se non addirittura della denuncia dalla quale è scaturito l’intervento della Magistratura. La tesi accusatoria, così come l’esposto del WWF dal quale partì l’indagine, mantengono invece tutti i presupposti iniziali. Questo anche alla luce del fatto che contro l’Ordinanza del Tribunale del Riesame, il Pubblico Ministero potrà ricorrere per Cassazione. La storia, cioè, non finisce qui. Gli uccellini, pertanto, rimangono ancora affidati al WWF.

Tra gli uccellini posti sotto sequestro, il Corpo Forestale dello Stato ne trovò alcuni accecati e con le ali e le zampe amputate. Lo stesso Corpo Forestale, incaricato di dare esecuzione all’Ordinanza di sequestro, trovò inoltre uccellini nati nell’anno ma provvisti di anellini del 2009. Potrebbero cioè essere stati catturati o comunque detenuti in un periodo successivo alle due leggi impugnate ed avere avuto apposto l’anello di un animale deceduto. Altra indiscrezione circolata è quella relativa all’ipotesi di omissione di atti di ufficio, contestabile ad alcuni funzionari della Provincia di Firenze. Gli uccellini, infatti, una volta catturati, vengono dalla stessa Provincia affidati ai cacciatori.

Di sicuro ad avere la coda di paglia è la Regione Toscana, responsabile dei provvedimenti illegittimi. E’ arrivata finanche a reiterare un provvedimento già cassato l’anno prima dalla Corte Costituzionale. Nel 2011 ci stava provando per la terza volta. Dopo l’intervento della Procura, però, nulla si è più saputo. Speriamo, pertanto, che i Consiglieri non vogliano interpretare l’intervento del Riesame come una assoluzione dal reato. Tale singolare interpretazione sta già circolando in ambiente venatorio il quale, forse, ha già molto influito sulle scelte di leggine palesemente di parte. Almeno alla Corte Costituzionale, si dia retta.

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