GEAPRESS – Si è concluso a Vicenza l’Hunting Show, salone internazionale della caccia contemporaneamente svoltosi al Pescareshow, salone internazionale della pesca sportiva. Pur con qualche polemica (vedi articolo GeaPress), la manifestazione tanto amata dai cacciatori ha, per quest’anno, chiuso i battenti.

A ben guardare, però, tra le organizzazioni venatorie ne mancavano alcune decisamente influenti. Grande assente, ad esempio, l’Arci Caccia. Strapresenti, invece, con ben tre stand (riteniamo a pagamento) sia la Regione Veneto che la Provincia di Vicenza con il suo settore caccia e pesca e le esibizioni di uccelli rapaci, mostre di trofei di ungulati, mostre di nidi ed altri eventi di cultura. Vi erano poi le case editrici. L’Acacia Edizioni, ad esempio, editrice di PC Magazine ma anche di periodici della pesca. Altre più di settore come la famosa Editoriale Olimpia (introvabile il mitico “Io il vino e il beccaccino”, 1981). Vi era poi Corrado Tedeschi Editore, quello famoso per i cruciverba ma anche per le edizioni ufologiche e di scienze occulte.
Le agenzie di viaggio per andare a sparar finanche in Senegal.
E poi elettrogrill, giroarrosti elettrici da camino, e le velocissime spiumatrici senesi. Poi i commercianti di animali ed i cani da compagnia (in catalogo) di provenienza anche ungherese. I musei ornitologi, o almeno così si definiscono, che comprendono anche il falconiere per “risolvere il continuo proliferare di colombi ed altri volatili dannosi”. Non poteva mancare la culinaria. Spiccavano, chissà perché, la Sicilia in Bocca di Pace Maria Assunta, specialità e pasticceria siciliana, ed i Sapori di Sicilia, arancini, paste di ricotta e frutta di martorana. Vi era pure la Nikon ed un cospicuo numero di ditte specializzate in calzette e calzettoni, maglioni a girocollo, scarpe e mimetiche, quest’ultime strausate dai temibili Punisher Kombat Team, anch’essi presenti (quelli che giocano alla guerra con le palline colorate).

In tutto, però, appena 250 aziende. Un po’ pochine a dire il vero. Ce ne saremmo aspettate molto di più e soprattutto molti di più i visitatori. Appena 27.000 secondo quanto pubblicato da La Dea della Caccia. E dire che, come avevano denunciato quei rompiballe della LAC, la Regione Veneto ha sganciato ben 150.000 euro per una manifestazione commerciale con gli stand a pagamento ed il biglietto (salato) da pagare all’ingresso. Dodici euro, mentre il ridotto era di ben otto euro. Ad ogni modo per le comitive di 50 persone l’organizzazione offriva addirittura un (dicasi 1!) biglietto omaggio. Uno sconticcione, direbbe Cettolaqualunque che (per chi ha visto il recente film) con la caccia ambiva anch’egli ad avere molto a che fare. Certo, però, che la caccia conviene. A queste condizioni è veramente un successone. (GEAPRESS – Riproduzione vietata senza citare la fonte).