madonna con il fucile
GEAPRESS – In provincia di Brescia, la “Madonna del buon bracconiere”, voluta da un gruppo di cacciatori locali, è finita finanche in un comunicato del Corpo Forestale dello Stato dopo che l’impianto di cattura non regolare che parrebbe avere ispirato il tutto, è finito sotto sequestro.

A Cavallino Treporti (VE), invece, la statuina della Madonna è addirittura apparsa con un fucile in mano. Per chiedersi il perchè, basta leggere l’iscrizione sottostante: “A protezione di tutti coloro che amano l’ambiente lagunare. I cacciatori lagunari Cavallino Treporti VE“. Sul web si è scatenato il putiferio. Giornali che a raffica hanno ripreso la notizia ed il video dell’incredibile iniziativa. C’è chi ha accusato di blasfemia e chi ha ironizzato su una sorta di protezione molto particolare che, chissà perchè, vorrebbero i cacciatori locali. Il filmato è finito pure nella bacheca del Sindaco, da più persone chiamato in ballo e finora silente.

Non poteva ovviamente mancare il commento di chi, molto più terrenamente, si è trasformato in un vero e proprio incubo per i cacciatori. Si tratta dell’eurodeputato veneto Andrea Zanoni. Da quando è stato eletto a Strasburgo sta bastonando il sistema secolare di pax-cacciatrice che sembra regnare in regione. Un esempio per tutti, le tanto famose cacce in deroga.

Per Zanoni i cacciatori sarebbero così arrivati alla frutta. “Non sanno più a cosa aggrapparsi – riferisce nel suo comunicato l’Eurodeputato – pur di sostenere una pratica ormai non più sostenibile e osteggiata dall’80 per cento dei cittadini italiani”. Secondo Zanoni, però, quella statuetta è stata installata ormai anni addietro e con il bene placito della autorità e del Parroco. “Al di là delle credenze religiose di ciascuno – ha aggiunto l’On.le Zanoni – trovo totalmente fuori luogo accostare un simbolo di pace, amore e fratellanza come la Madonna a uno strumento di morte e distruzione come un fucile”. Sempre secondo Zanoni proprio in laguna ogni anno trovano  la morte molte migliaia di animali. Ovviamente il riferimento è agli stessi cacciatori.

L’invito è ora rivolto alle Autorità. Provvedano subito alla rimozione della statuetta la quale, ad avviso di Zanoni “offende la sensibilità pubblica della maggioranza dei veneziani ed italiani che con la caccia e le armi non vogliono avere niente a che fare“.

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