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GEAPRESS – Un bracconiere sorpreso dagli uomini del Corpo Forestale dello Stato mentre cacciava utilizzando mezzi illegali. Il luogo dell’intervento è quello di località Tombaccia nel Comune di Fano (PU).

Il personale del Corpo Forestale dello Stato, durante un servizio antibracconaggio eseguito la scorsa settimana lungo il fiume Metauro, raggiungeva un appostamento fisso di caccia, regolarmente autorizzato. Dall’appostamento, però, proveniva un singolare canto, persistente e continuativo, tipico dei richiami acustici a funzionamento elettronico.

All’interno veniva sorpreso un cacciatore di Fano, intento a cacciare illecitamente con l’ausilio di un richiamo acustico a funzionamento elettronico, riproducente il canto del beccacino. Lo stesso aveva a disposizione ben due fucili di cui uno provvisto di ottica di precisione. L’utilizzo a fini venatori di richiami acustici elettronici, sottolinea il Corpo Forestale dello Stato, è vietato dalla Legge n. 157/92 e per il soggetto è così scattata la denuncia alla competente Procura della Repubblica, con il contestuale sequestro del richiamo elettronico, dei fucili e del relativo munizionamento.

Allo stesso inoltre è stata contestata la sanzione amministrativa per la violazione dell’art. 18 della Legge n. 157/92, ossia perr avere svolto esercizio attività venatoria al di fuori degli orari consentiti.

Le operazioni sono state condotte dal Comando Stazione Forestale di Cartoceto nell’ambito di una campagna di controllo e di intensificazione delle attività antibracconaggio, programmata per l’intero periodo autunnale

 

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