GEAPRESS – Le Guardie WWF di Faenza, avevano notato l’uomo con i tre cani all’interno del Parco Regionale “Vena del Gesso Romagnola”. Da fuori area Parco, però, un gruppetto di cacciatori ha quasi sicuramente avvisato il loro collega in area protetta. E’ già successo, anzi è uno schema solito dei cacciatori di cinghiali. Uno di loro fa da battitore con i cani. Gli altri, attendono all’uscita gli animali. Comunque sia andata, il tipo con il fucile e i cani si è improvvisamente girato verso le Guardie ancora non vicine e poi si è dato alla fuga.

Dei tre cani, due sono scappati in direzione diversa sia dal cacciatore che dalle Guardie, mentre un terzo non ha avuto dubbi. Si è rivolto verso le Guardie e le ha raggiunte scodinzolando. Una segugia dolcissima, dicono al WWF, di circa un anno.

Al collo, però, aveva un grosso collare elettrico. Due acumi metallici puntati sulla pelle pronti a scaricare, una volta attivati con un telecomando, una scarica elettrica che avrebbe puntito il cane reo di non avere eseguito l’ordine del suo padrone. Un modello potente, in grado, nel caso, di tramortire facendo stramazzare a terra il povero animale.

La segugina non era microchippata, forse non a caso sottolinea il WWF, ed il cacciatore di frodo rimarrà sicuramente impunito. Come previsto dalla legge, la cagnetta è stata posto sotto sequestro ed affidata alle cure del canile di Faenza.

Sarà in compagnia, finchè non adottabile, di tanti altri cani abbandonati dai cacciatori, commentano con amarezza al WWF. Sul caso, ovviamente, il WWF di Faenza ha presentato denuncia alla Procura competente.

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