GEAPRESS – Uno scenario a tinte fosche, specie se non cambieranno le condizioni climatiche e non verrà drasticamente ridotta la stagione venatoria. In sintesi, è questo quanto si evince dal parere rilasciato dall’ISPRA, lo speciale Istituto Statale al quale la legge sulla caccia ha delegato importanti compiti di controllo e gestione della fauna selvatica. L’intervento, firmato dal Direttore Responsabile dott. Silvano Toso, fa seguito alla specifica richiesta di chiarimenti pervenuta dell’eurodeputato Andrea Zanoni, IdV, da sempre vicino alle tematiche di protezione animale e dell’ambiente.

L’ISPRA ha ora evidenziato tutti i gravi rischi derivanti dal fatto che l’Italia, fin dallo scorso mese di giugno, è interessata dall’alta pressione africana. Questa, si legge nella nota, ha determinato una situazione climatica decisamente fuori dalla norma. Perdurante siccità e temperature elevate. Nel complesso, dice sempre l’ISPRA, un evidente fattore di stress per molti ecosistemi nonché fonte, nel breve e medio periodo, di effetti negativi sulla dinamica delle popolazioni di molte specie.

Scarsità di cibo, soprattutto per le specie erbivore ma anche per quelle che si nutrono di bacche, semi e insetti. Per taluni ecosistemi, come nel caso di quelli acquatici, è possibile rilevare conseguenze aggiunte, quali fenomeni di anossia, concentrazione di inquinanti e la complessiva riduzione delle superficie acquatica.

Considerati, poi, i numerosi incendi che hanno percorso il nostro territorio andrebbero presi, sempre ad avviso dell’ISPRA, provvedimenti cautelativi in vista della prossima apertura della stagione venatoria. Da sospendere subito, ad esempio, l’attività di addestramento cani. Un fattore di stress specie per galliformi, lagomorfi e ungulati. Stesso provvedimento, ovvero la sospensione dell’attività venatoria, per la caccia di appostamento, soprattutto per quelle regioni che stanno attuando la pre apertura al prossimo primo settembre. Andrebbe invece posticipata, almeno fino al primo ottobre, la caccia agli acquatici.

Drammatica, poi, la situazione degli animali allevati ed oggetto dei cosiddetti ripopolamenti ad uso venatorio. Lepri e galliformi, riferisce l’ISPRA, presentano già una mortalità elevata in condizioni normali. Perdurando le attuali condizioni, i picchi si alzerebbero ulteriormente fino ad inficiare del tutto lo stesso intervento di ripopolamento. Andrebbero per questo sospesi tutti i ripopolamenti in programma mentre, di conseguenza, andrebbe posticipata la caccia se già immessi.
“Il quadro ambientale descritto dall’ISPRA – ha riferito l’On.le Zanoni – è drammatico. Le Ragioni – secondo l’Eurodeputato IdV – dovrebbero far prevalere, una volta tanto, gli interessi di conservazione della fauna selvatica su quelli di una sparuta minoranza, ovvero i cacciatori”.

In queste ore, in numerose regioni, specie quelle che stanno attuando la pre apertura al primo settembre, si stanno moltiplicando gli appelli per la sospensione dell’attività venatoria. Dalla Sicilia al Veneto, come nel Lazio, le regioni sembrano però sorde a questa esigenza. Valga per tutte la regione Campania dove, grazie al ricorso del WWF, è stata sospesa la pre apertura nonostante uno specifico parere negativo rilasciato proprio dall’ISPRA (vedi articolo GeaPress). Proprio in queste ore l’ENPA di Savona, unendosi all’invito a non concedere la pre apertura della stagione venatoria, ha sottolineato l’esigenza di non attuare i ripopolamenti di lepri e fagiani (vedi foto) previsti qualche giorno prima. Per l’ISPRA, specie se tale situazione climatica sarà destinata a perdurare, solo una frazione minima si potrà ambientare.

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