OLYMPUS DIGITAL CAMERA
GEAPRESS – A diffondere la notizia è la Consigliera regionale dei Verdi Gabriella Meo. Con atto di diffida del 29 ottobre scorso indirizzato al Presidente della Regione Emilia Romagna, la Presidenza del Consiglio dei Ministri chiede l’annullamento della Deliberazione di Giunta del 23 luglio scorso relativa all’attivazione degli impianti di cattura degli uccelli selvatici.

La diffida dovrà avere corso entro 15 giorni dal ricevimento.

Il Ministero per gli Affari regionali ha diffidato la Regione Emilia-Romagna dal continuare ad autorizzare l’attività di cattura per l’inanellamento e per la cessione degli uccelli a fini di richiamo venatorio – ha dichiarato la Consigliera Meo – Per la prima volta una Regione subisce un richiamo del Governo e si vede applicata una norma volta ad evitare di incorrere nelle pesanti sanzioni comunitarie. E’ una vergogna che questa regione sia l’Emilia-Romagna.

Nella diffida viene richiamato il parere negativo espresso dall’ISPRA ma anche il possibile vizio di legittimità sollevato dalla Commissione Europea sul sistema di cattura previsto dall’italia. La nota da Bruxelles è del 18 luglio scorso, ma evidentemente, sembra dire la Consigliera Meo, a tutti non è stato chiaro.

La Giunta regionale – ha precisarto la Consigliera Meo – ha invece autorizzto la cattura degli uccelli con reti a 28 impianti distribuiti nelle province di Bologna, Forlì-Cesena e Ravenna. Ora l’atto deve essere immediatamente annullato dalla Giunta stessa in autotutela evitando la pessima figura di farcelo annullare dal Governo.”

Nel febbraio 2014 – ricorda la consigliera Meo – la Commissione europea ha avviato la procedura di infrazione n. 2014/2006, con cui si richiede alle autorità italiane di fornire osservazioni circa l’applicazione in Italia della direttiva 2009/147/UE (conservazione degli uccelli selvatici – Direttiva Uccelli) in relazione alla cattura in cinque regioni italiane (Emilia-Romagna, Lombardia, Marche, Toscana e Veneto) di sette specie di uccelli (Colombaccio, Cesena, Tordo bottaccio, Tordo sassello, Merlo, Pavoncella, Allodola).”

Nella procedura, la Commissione ricorda che la cattura degli uccelli selvatici a fini di richiamo è un’infrazione della direttiva Uccelli e afferma che i richiami vivi non sono consentiti né necessari, persino in deroga, esistendo la possibilità di esercitare la caccia senza richiami. Scrive infatti la Commissione europea che la caccia “potrebbe avvenire innanzitutto senza l’utilizzo di richiami o per esempio con l’utilizzo di richiami a bocca (fischietti). Infatti, nella maggior parte delle regioni italiane e degli altri Stati Membri, la caccia è effettuata, con successo, senza utilizzare richiami vivi (e senza quindi l’uso di mezzi vietati per la loro cattura)”. Come ultima ratio, la Commissione ritiene si possa avvalersi del solo allevamento degli uccelli da richiamo, senza ricorrere a catture di esemplari in natura, e dunque a infrazioni della direttiva.

© Copyright GeaPress – Tutti i diritti riservati