GEAPRESS – “Caccia di selezione”. In tal maniera, riferisce un comunicato del Gruppo d’Intervento Giuridico Onlus, si definisce la “riverniciatura ecologica” di varie forma di attività venatoria praticate al di fuori dei periodi canonici di caccia. Un esempio, secondo Stefano Deliperi del Gruppo d’Intervento Giuridico, è fornito dall’abbattimento primaverile dei cervidi, ovvero nel periodo di gravidanza delle femmine. Cervi, ma anche daini e caprioli come nel caso della foto dei feti che il Centro d’Intervento Giuridico è riuscito ad avere dopo una  battuta di selezione avvenuta nello scorso marzo. Lo scatto sarebbe stato eseguito in Emilia Romagna.

In questa regione la caccia ai cervidi è stata prorogata grazie alla deliberazione di Giunta regionale n. 253 dell’11 marzo 2013 e conseguenti deliberazioni delle Giunte provinciali. La motiviazione sul surplus di caccia, sarebbe dovuto al fatto che i prelievi precedentemente programmati sono stati in parte inficiati “dalle persistenti e prolungate nevicate dei mesi di gennaio e febbraio 2013“. In definitiva, sintetizza il Centro d’Intervento Giuridico “non ne avrebbero ammazzati abbastanza“. Dunque tutto prorogato proprio quando i cervidi si “ostinano a vivere” (se non impallinati) la loro stagione riproduttiva.

Femmine gravide uccise tutt’altro che ecologicamente, sottolinea Stefano Deliperi, e men che meno eticamente.

Il Centro di Intervento Giuridico riporta altresì quanto avrebbe scritto la fonte dello scatto. Si tratterebbe di un cacciatore che ritiene “scandaloso che, sino ad oggi, si sia potuto sparare a femmine di cervi e di caprioli, in avanzato stato di gravidanza. Come, ripeto, nessuna parola sarebbe pugno nello stomaco come una simile immagine; mi auguro che così – ha concluso il racconto del cacciatore – MAI PIU’ si consenta di cacciare sino a fine marzo, dato che le nascite iniziano a maggio. Uno dei tanti cacciatori disgustati da questa proroga della caccia al 31 marzo“.

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