GEAPRESS – Soddisfazione da parte di Animalisti italiani – ENPA – LAC – LAV – Legambiente – LIPU-BirdLife Italia – VAS Verdi ambiente e società – WWF Italia per la decisione della Commissione Politiche economiche della Regione Emilia Romagna di sospendere l’esame del calendario venatorio 2012-2015, vista la sentenza della Corte Costituzionale n.20/2012 che, di fatto, rende costituzionalmente illegittima la legge regionale 39/10 della Regione Abruzzo sul calendario venatorio (vedi articolo GeaPress).

La decisione dell’Emilia Romagna, secondo le Associazioni,  è rispettosa del diritto ed è una delle prime conseguenze della fondamentale sentenza della Corte Costituzionale, la prima sulla materia. Sebbene si riferisca in particolare alla legge della Regione Abruzzo la sentenza ha una esplicita portata complessiva e va a bocciare ogni Regione che abbia inteso o intenda prevedere il calendario venatorio mediante una legge provvedimento, come l’Emilia Romagna stava facendo, affermando invece l’obbligo di emanarlo esclusivamente con la forma dell’atto amministrativo.

“Ci aspettiamo ora un altrettanto celere rispetto del diritto  anche dalle Regioni come Lombardia, Liguria, Toscana, Marche, Friuli Venezia Giulia e dalle Province autonome di Trento e Bolzano, affinché si adeguino velocemente e evitino così lunghi, costosi ed inevitabili provvedimenti di impugnazione” hanno dichiarato le associazioni ambientaliste.

Secondo quanto pubblicato dal Movimento Cinque Stelle, mercoledì sera il Consigliere Andrea Defranceschi aveva depositato  l’istanza di questione pregiudiziale di costituzionalità ai sensi dell’articolo 74 del Regolamento interno.  E’ stata quindi smentita, dicono al Movimento 5  Stelle, la teoria dell’Assessore Tiberio Rabboni, che sosteneva il Pdl come idoneo e costituzionale. In tal maniera  le associazioni ambientaliste non avrebbero potuto impugnarlo se non con lungo iter tramite la Presidenza del Consiglio dei Ministri. Un trucco da bisca, quello dei calendari venatori per legge, dice sempre il Movimento di Beppe Grillo. Un trucco finalmente smascherato.

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