GEAPRESS – Guardie aggredite ed utilizzo di mezzi di caccia non consentiti un pò ovunque. L’ultimo attentato pochi giorni addietro quando una stazione di studio delle migrazioni della LIPU nell’isola di Ponza è stata distrutta.

Un’emergenza alla quale il Capo del Corpo Forestale dello Strato, dott. Cesare Patrone, ha assicurato il concreto intervento del Corpo con una attività di viglianza che coinvolgerà non solo il Nucleo Operativo Antibracconaggio (NOA) ma anche tutti i distaccamenti della Forestale. Questo l’impegno più significativo comunicato stamani nel corso dell’incontro tra il Capo della Forestale e il Vicepresidente Nazionale della LIPU Fulvio Mamone Capria.

Il NOA in particolare, verrà inviato nelle prossime settimane nel versante calabrese dello stretto di Messina per combattere la caccia illegale ai falchi pecchiaioli e altri rapaci che in primavera transitano sullo stretto, verso i quartieri di nidificazione. Un fenomeno ancora largamente diffuso che richiede un intervento particolare. Bracconieri armati che utilizzano bunker appositamente costruiti per la caccia ai rapaci ma anche cicogne ed altri migratori. Sono in genere i grandi veleggiatori, ovvero animali che usano planare in volo sfruttando le correnti ascenzionali prodotte dal riscaldamento del suolo. Il loro è quasi un percorso obbligato lungo i promontori costieri ed altri punti strategici della migrazione. Lo stretto di Messina è uno di questi. Un vero e proprio collo di bottiglia dove gli animali, concentrandosi in spettacolari voli di centinaia di individui, vengono purtroppo accolti a fucilate spesso dagli stessi balconi delle case. I campi della LIPU nel reggino sono coordinati da Giovanni Malara che già più volte, su GeaPress, abbiamo avuto modo di incontrare ad esempio negli interventi antibracconaggio nella provincia di Cagliari (vedi Speciale GeaPress)

Un lavoro insostituibile quello della Forestale così come sottolineato dal Vicepresidente della LIPU e cha già sta dando i suoi frutti.

Ma non dobbiamo abbassare la guardia proprio ora che i risultati stanno arrivando – ha dichiarato Fulvio Mamone Capria – perchè sacche di cacciatori di frodo con fucili e trappole sono già pronti per fermare il volo dei migratori provenienti dall’Africa. Occorre fare tutto il possibile per garantire risorse ai nuclei del Corpo forestale impegnati in primavera nel contrasto alle illegalità. La LIPU è disponibile ad affiancare gli organi di Polizia ambientale con le proprie guardie volontarie, che già in questi giorni stanno monitorando la situazione“.

Al termine dell’incontro, il Capo della Forestale è stato invitato a visitare una delle tante oasi e riserve della LIPU, per osservare il lavoro di sensibilizzazione e di educazione ambientale degli operatori dell’associazione ambientalista.(GEAPRESS – Riproduzione vietata senza citare la fonte).