GEAPRESS – Il novanta per cento dell’avifauna in meno. Le rarissime Morette tabaccata ridotte da 100 ad appena quattro. I fenicotteri, addirittura diminuiti da 600 a 35. Sembra di leggere una cronaca anni sessanta, quando i cacciatori in Sicilia erano parecchie decine di migliaia di più degli spauracchi attuali.

Eppure per l’Assessore pantanofobo D’Antrassi che nonostante il parere opposto dell’ISPRA ha autorizzato la caccia nei laghi costieri a cavallo delle provincie di Ragusa e Siracusa, seicento doppiette sono sufficienti a non fare danno.

Già lo scorso 18 gennaio GeaPress aveva pubblicato un’ intervista all’ornitologo Andrea Corso, andato nei luoghi dell’incredibile apertura venatoria (vedi articolo GeaPress). I risultati oggi sono ancor più evidenti.

Hanno sparato finanche a fenicotteri e volpoche – denuncia la LIPU che ha diffuso i dati del censimento – specie particolarmente protette dalla legge. Per non parlare – prosegue l’Associazione protezionista – dei pallini di piombo che, nonostante il formale divieto, sono stati rinvenuti. E dire che la loro assunzione provoca il saturnismo, ovvero futuri animali morti.

Secondo Fulvio Mamome Capria, Vicepresidente Nazionale LIPU, il tempo delle logiche clientelari a danno dell’ambiente e degli interessi della comunità dovrebbe già essere finito da un pezzo. Occorre subito istituire la Riserva.

COME E’ AVVENUTA LA STRAGE PROGRAMMATA

Tutta questa distruzione in soli quattro giorni di caccia, pochi secondo l’Assessore D’Antrassi il quale però ha predisposto strane date ed ancor più incredibili metodi di pubblicazione della tremenda decisione. Metodi inediti nel panorama dei provvedimenti ammazza fauna.

Il Decreto di D’ Antrassi, ove si riapriva la caccia ai Pantani, è stato pubblicato celermente su internet (!?), in modo che i cacciatori sapessero subito. Sulla Gazzetta Ufficiale, però, solo dopo diversi giorni.

Legambiente, nel ricorso contro il provvedimento, aveva innanzitutto chiesto l’emanazione del Decreto cautelare urgente. Richiesta non accolta perché, come sostenuto dal TAR, presentata a caccia aperta. Cosa inevitabile visto che D’Antrassi ha utilizzato internet. L’inutile sospensiva si discuterà perciò a caccia chiusa, ovvero il prossimo 31 gennaio, mentre della Sentenza di merito che deciderà se D’Antrassi ha emesso un provvedimento illegittimo, chissà quando se ne parlerà. Caccia programmata a tavolino, dunque. Legambiente, comunque, ha già annunciato la richiesta di intervento della Magistratura Ordinaria. Staremo a vedere. (GEAPRESS – Riproduzione vietata senza citare la fonte).