Educati a sparare (sugli animali)
GEAPRESS – Nella scorsa edizione dell’Hunting Show, manifestazione di caccia e pesca, svoltasi recentemente a Vicenza, (vedi articolo GeaPress) ha molto colpito un gioco dove un bambino mirava ad uccidere degli animali che, più o meno come le pecorelle degli insonni, saltavano tra la vegetazione.
Un cartello nei pressi esposto, in aggiunta così recitava. La caccia non ha età, con tanto di cacciatore in compagnia di un bambino. Evidentemente il pubblicitario aveva voluto dare manforte all’esigenza di rinverdire la categoria, visto che, a guardare le licenze di caccia, abbonda la terza età.
Ad ogni modo il cacciatore proponeva un gioco legittimo, anche se sul piano dell’educazione potrebbero esservi pareri discordi.
Simili eventi, ovvero ludico-educativi sono abbastanza comuni nelle regioni più filo venatorie italiane. Avvengono, sotto forma di attività didattica nelle scuole o nelle stesse sedi dei cacciatori. In Val Trompia (BS), ad esempio, una associazione di cacciatori che ha recentemente criticato l’operato dei NOA (Nuclei Operativi Antibracconaggio) del Corpo Forestale dello Stato (vedi Speciale GeaPress) ha ospitato nella sua sede un scolaresca della quarta elementare della scuola primaria di Marcheno. Al grido finale di una bimba che inneggiava al “forza cacciatori” (la cronaca viene illustrata dal quotidiano Brescia Oggi), i bimbi, accompagnati dagli insegnanti, hanno potuto vedere le foto degli impianti di cattura degli uccelli, gli stessi animaletti impagliati, le bacche verosimilmente utilizzate per attirarli in trappola. Sempre i bimbi, affascinati, fotografavano gli strumenti per le ricariche delle cartucce e le gabbiette di detenzione degli uccellini da richiamo.
A volte, i cacciatori, vanno direttamente in classe, in veri e propri interventi coopartecipati da Enti pubblici. Nella provincia di Pisa, ad esempio, vi sono pure le attività all’esterno, ovvero i bambini vengono accompagnati dai tecnici a vedere catturale le lepri ed i fagiani, pure alla presenza dell’Assessore Provinciale. Il progetto, secondo l’Arci Caccia, è un modello di educazione ambientale nelle scuole dell’obbligo, ampliato negli anni con l’offerta di vari moduli differenti (fauna, tiro con l’arco, falconeria, cinofilia). Un successo crescente da parte delle scuole e delle Istituzioni. Per l’Arci Caccia tutto ciò è stato possibile parlando un linguaggio adatto, senza eccessi corporativi ma fermi nella valorizzazione dell’attività venatoria eco-compatibile e nel valore del volontariato. Rammentano infine i cacciatori che il futuro della caccia passa attraverso queste iniziative. Evidentemente hanno fatto scuola. Da Pisa 2008 a Val Trompia (BS) 2011.
Tutto lecito, per carità, anche se l’Hunting Show, la scuola di Val Trompia e l’intervento in Toscana, si sono svolti con coopartecipazioni di Enti Pubblici.
Pochi giorni addietro un servizio de Le Iene , ha illustrato un giornaletto destinato ai bimbi delle scuole elementari il cui scopo era rimuovere i pregiudizi sul mondo della caccia. Il giornaletto metteva in evidenza un agricoltore che ringraziava il cacciatore per avere sparato alle lepri, tanto che la bimba concludeva la lezione dicendo che adesso la lepre “non mi pare bella e brava come pensavo prima”. Ma chi aveva promosso il libriccino della lepre … brutta e cattiva? L’Assessore all’Ecologia della Provincia di Verona, Camillo Pilati. A dire il vero, l’Assessore sembrava quasi intimorito e messo (quasi) con le spalle al muro dal bravo Pellizzari, si difendeva dicendo che la pubblicazione doveva spiegare cosa succedeva nel mondo della caccia in provincia di Verona. Peccato, però, che Pellizzari sfoderava i bilanci di un solo Ambito Territoriale di Caccia che nel 2000 aveva speso oltre 300 milioni di lire per l’immissione di lepri per i cacciatori! (GEAPRESS – Riproduzione vietata senza citare la fonte).









se vengo a sapere che a scuola dei miei figli fanno lezioni del genere, li ritiro subito
scusate ma i videogiochi chiamati sparatutto dove si spara a gente alla polizia a mostri ecc… vanno bene al contrario se si spara ad un animale per lo piu virtuale voi dite no non va bene.l ‘ipocrisia regna mi pare dato che esistono gia giochi da tempo di caccia e non ci vedo niente di male visto che anche al luna park si sparava all’orso meccanico….saluti
mi pare normale e corretto insegnare ai nostri figli come è il mondo, il circolo della vita e della morte cosi come da sempre in natura..
allevo il pollo, ammazzo il pollo, mi nutro del pollo…
cosi senza ipocrisie e stupide ridicole falsità.
cosi come da sempre va il mondo.
Il servizio delle Iene è stupendo perché con toni assolutamente pacati ha messo di fronte all’assessore l’assurdo venatorio, da un lato ci si lamenta dei danni di alcuni animali e dall’altro si spendono soldi per rilasciarli nell’ambiente. Rilasci che quando devono essere giustificati vengono descritti come un contributo all’ambiente da parte del mondo venatorio, ma in realtà sono semplici animali pronto da caccia. Avrebbero forse dovuto fare un fumetto con il cinghiale… al posto della lepre che sta scomparendo sul territorio nazionale.
Per quanto riguarda i videogiochi, beh meglio una caccia virtuale di una reale, almeno in questo caso è tutta finzione :-) Ci sono diversi titoli sul mercato, ma per quanto ne so in Italia realizzano dati di vendita piuttosto scarsi.
pensavo che a scuola ai bimbini della val Trompia si insegnasse educazione civica, il rispetto degli animali e del mondo naturale e non le metodiche di caccia nei vari differenti modi; molto disdicevole è la partecipazione di enti a questi corsi di speudo educatori ambientalì. Ho frequentato la scuola pubblica elementare molti anni fa, era la scuola elementare Duca degli Abruzzi a Bruzzano, in provincia di Milano. A scopo educativo un’area della scuola era stata adebita a microfattoria e orto e certamente non ci hanno insegnato i rudimenti della caccia, ma ci hanno insegnato all’amore e al rispetto degli animali, che è quello che andrebbe insegnato a qualsiasi bambino.
Io ho giocato anni con i videogiochi, specialmente con i survival horror, e poche cose sanno dare soddisfazione come far saltare la testa ad uno zombie con una desert eagle ma… c’è un ma. Anzi, più di uno. Innanzi tutto i videogiochi più violenti non sono destinati ai bambini ma agli adulti o a ragazzi dai 15/16 anni in sù. Soprattutto, però, conta il fatto che quando videogiochi di norma non sei circondato da adulti smaniosi di toglierti dalle mani il joypad e darti una doppietta. Normalmente se un ragazzino prova a riprodurre quanto fatto in un vidoegioco violento nella realtà i genitori lo prendono a scapaccioni poi lo trasinano da uno psicologo (sempre continuando a prenderlo a scapaccioni), con questi simpatici giochini pro-caccia il fine non è divertirsi colpendo il bersaglio, il fine è chiaramente suscitare una curiosità e una voglia che poi lo zio, il papà o il nonno di turno (invece di insegnargli a distinguere chiaramente tra violenza virtuale e violenza reale) sarà felice di soddisfare a spese di animali reali.
Non raccontiamoci balle dicendo che si tratta di giochi come gli altri, non sono giochi come gli altri perchè non hanno come fine l’intrattenimento ma la propaganda e sono diffusi all’interno di un contesto ben preciso e con uno scopo ben preciso.
L’amore che questi individui nutrono per l’assassinio non ha limiti, arrivano al punto di portare a caccia dei bambini esponendoli a dei rischi inutili pur di poterli indottrinare il prima possibile… e non ditemi che non è vero perchè ho conosciuto di persona gente a cui è stato regalato il primo fucile a dieci anni!
I cacciatori devono essere convinti che siamo tutti nati l’altro ieri.
BIMBI CRESCIUTI A “SUON DI FUCILATE DI VIDEOGIOCHI “PER DIVENIRE I FUTURI CACCIATORI?
BE’ C’E SEMPRE LA CONTROPARTITA….:
E QUINDI PERCHE’ NON “VIDEOGIOCHI” CHE INSEGNANO A PRENDERSI CURA DI UN ANIMALE ,A RISPETTARLO ,AD AMARLO,A SOCCORRERLO,DIFENDERLO PER DIVENIRE I FUTURI ANIMALISTI….?SAREBBE BELLO NO?
Per Gina,
fortunatamente ci sono tanti videogiochi che consentono di prendersi cura di un animale, sul boom del Nintendo DS ad ex numerosi produttori hanno rilasciato titoli simili, in alcuni bisognava occuparsi di centri di recupero per gli animali africani, in altri aiutare gli animali del mare e creare un santuario, in alcuni si impersona un veterinario, in altri ancora si andava in campeggio con la scuola per conoscere e apprezzare la natura. Non cito i titoli per non fare pubblicità, ma cercando con attenzione si trovano molti titoli analoghi, ai miei nipoti ovviamente ho comprato solo questi titoli e spingo tutti a fare lo stesso (nel dover scegliere un gioco), piuttosto che un titolo di caccia.
Per Corrado,
qui non si tratta di allevare un pollo e poi logicamente consumarlo, qui si tratta di sparare ad animali selvatici (quindi proprietà indisponibile) fondamentale per quello che molti cacciatori considerano sport, passione o anche, ahimé, divertimento. Il tutto armati di un’arma da fuoco su terreni demaniali ma anche proprietà private! Mi spiace ma la differenza è enorme, poi ovviamente ognuno ha la sua opinione in merito e la rispetto, ma credo non sia possibile paragonare le due cose.
Ciao Lorenzo non ero a conoscenza che esistessero gia’ questi tipi di videogiochi e mi fa molto piacere che tu abbia regalato questi ai tuoi nipotini.Ho visto che non hai citato i titoli per non fare pubblicita’…!Perche’?QUANDO LA PUBBLICITA” INSEGNA ED EDUCA AL RISPETTO DELLA VITA DI UN ESSERE VIVENTE ALLORA SCRIVIAMOLA QUESTA PUBBLICITA’ E I TITOLI DEI VIDEOGIOCHI E DIVULGHIAMOLA AL MASSIMO…
In ogni caso Lorenzo ti ringrazio davvero per l’informazione che non conoscevo affatto …e chissa’ che non li regali anch’io questi VIDEOGIOCHI CHE EDUCANO ALLA VITA E AL RISPETTO DEGLI ANIMALI a qualche nipotino..
beh io devo dire che ho imparatu molto di piu nell’andare a caccia sul bosco gli animali le piante che andare a scuola dove certe materie sono inutili per il mondo di oggi… esistono giochi che devi mantenere un animale virtuale in vita (tamagoci) e giochi sparatutto da sempre esistiti.il gioco con la realtà non è paragonabile dato che la competizione con l’animale è assai piu difficile e imprevista se fosse cosi facile la caccia gli animali si sarebbero gia estinti da anni ma come dice l’ISRA gli animali cacciabili in italia sono in aumento bisogna documentarsi prima……..
è scandaloso! insegnare ai bambini la desensibilizzazione alla violenza, la disempatia e il non rispetto per la vita -di qualunque genere sia- è una pratica aberrante e di una crudeltà infinita.
un bambino è un’anima pura, quella che si identifica negli animali, quella che da piccola piccola davanti ad una bistecca e una mela sceglie la mela per istinto, perchè mai dovrebbe crescere nell’indiffeenza verso la vita che lo circonda? da grande sarà quello che non frenerà davanti ad un riccio o un gatto che gli attraversa la strada, sarà quello che non si preoccuperà di gettare cartacce in mezzo ai boschi, che non presterà attenzione all’acqua che spreca, e che (purtroppo lo si vede già oggi) vedendo una persona in difficoltà girerà la testa dall’altra parte…
A Corrado voglio solo dire: potresti, cortesemente, inviare un’altro commento per far capire, anche a me, la relazione tra ” l’allevare un pollo per cibarsene” e l’attività venatoria che, notoriamente, viene perseguita nei confronti della fauna selvatica, sempre più in diminuizione.
Se volevi far passare la “FAVOLA” della natura che per MIRACOLO si AUTOREGOLA, Ti consiglio di approfondire l’argomento prima di esprimere con semplicistica leggerezza tali concetti.
Credo che Tu abbia molta confusione in materia.
Dicono che i giochi violenti prima o poi si trasformano in realtà, spero che sia vero. cosi o s’accoppano o vanno a finire in galera.