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GEAPRESS – Due facce contorte dalla sofferenza. Sono quelle delle volpi trovate ormai morte dai volontari del CABS. Un nuovo drammatico caso  di bracconaggio che fa seguito al ritrovamento di 600 trappole operato nei giorni scorsi dagli stessi volontari.

Questa volta ad essere trovati, sono ben 40 cavi d’acciaio per la cattura di ungulati, tutti sistemati in un sentiero. La mega trappola è stata trovata a poche centinaia di metri dalla chiesetta di Santa Lucia, nel comune di Uta (CA).

La scoperta è avvenuta nel corso della campagna annuale del CABS  per il contrasto dell’uccellagione. Trappole, affermano i volontari, trovate con relativa facilità. Nei cavetti d’acciaio posizionati dai bracconieri due volpi strozzate, con le facce contorte dai terribili segni della sofferenza. Non di rado, oltre agli ungulati, possono rimanere uccisi altri animali, come nel caso delle volpi, ma anche domestici cani e capre. Gli stessi volontari hanno inoltre trovato migliaia di lacci posizionati dagli uccellatori per la cattura degli uccelli selvatici. I piccoli uccelli finiscono, come è noto, in alcuni piatti della tradizione culinaria locale.

Nonostante disponessimo di un solo equipaggio composto da quattro volontari, la metà di quelli impiegati nel 2015, abbiamo scoperto il triplo di lacci attivi rispetto allo scorso anno. Un segno inequivocabile che i boschi di Capoterra e di Uta nel mese di novembre, quello migliore per l’uccellagione, non sono stati sottoposti ad alcun controllo“. Il CABS chiama in ballo il Corpo Forestale che, in Sardegna, sarebbe di gran lunga il più numeroso d’Italia. Secondo i dati del Ministero dell’Ambiente,  quasi 1.400 agenti.

E’ questo il motivo per cui le vibrate denunce presentate dal CABS in sede europea hanno costretto il Governo Italiano ad inserire la Sardegna meridionale tra i 7 Black Spot italiani del bracconaggio, nell’apposito Piano d’Azione Nazionale in corso di approvazione proprio in questi giorni.
Nei prossimi giorni, una volta concluse le indagini condotte dalla Compagnia di Cagliari dell’Arma dei Carabinieri, che ha supportato egregiamente il lavoro dei volontari, il CABS renderà noti i dati definitivi di questa prima parte della campagna 2016.

Agli interventi del CABS hanno preso parte i volontari della LAV di Cagliari.

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