volpe II
GEAPRESS – Sono molteplici le tipologie di trappole vietate dalla legge ma ancora molto in uso nel nostro paese. Tagliole, lacci, archetti, finanche esce eplodenti, per non parlare delle pastura a trabocchetto. In quest’ultimo caso  l’incontro con la morte è causato da una cordicella tesa in corrispondenza del sentiero ove è stato posto del cibo. Una volta urtata, la cordicella provoca la scarica di un fucile a tubo.

Un malcostume venatorio, quello dei metodi di caccia vietati dalla legge, ancora molto diffuso un po’ in tutte le regioni italiane

La presenza di una trappola, per fortuna, fa ancora notizia ma difficilmente innesca quanto successo in Inghilterra.

A Wirral, nei pressi di Chester, città inglese capoluogo dell’omonima Contea, l’allarme viene lanciato dalla locale sezione della RSPCA (Royal Society for the Prevention of Cruelty to Animals) che diffonde la foto di una povera volpe morta. L’animale, con l’arto orrendamente offeso, è ancora attaccato alla “Gin Trap”, in genere usata per la cattura dei conigli.

Altre associazioni riprendono l’appello della RSPCA. Bisogna individuare il colpevole e per questo si diffonde pure un numero di telefono per ricevere le segnalazioni. Appena pochi giorni prima un’altra volpe era finita nella Gin Trap e nonostante le cure prestate, era morta a causa dell’infezione causata dalla ferita.

Chissà se il trapolatore di Wirral sarà mai individuato, ma quello che colpisce è l’eccezionalità del ritrovamento e l’appello che ne consegue. Una foto, tremenda, diffusa per individuare il trappolatore il cui gesto, probabilmente, viene comunque inteso grave ma ancor prima raro.

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