cacciatore
GEAPRESS – E’ attualmente in discussione presso il Parlamento israeliano, la proposta di legge voluta dal Ministro della Protezione Ambientale Amir Perets, che propone l’abolizione della caccia. Un  provvedimento che  riguarderebbe l’attività cosiddetta “ricreativa” dei circa  2400 cacciatori israeliani.

Attualmente la proposta è in discussione presso la Commissione per gli Affari Interni e per l’Ambiente del Parlamento.

La proposta del Ministro ha gia superato, sebbene nel 2011, la votazione in prima lettura e ora lo stesso Dicastero ha chiesto alla Commissione competente di continuare i lavori propedeutici alla seconda e terza lettura. Si tratterebbe in quest’ultimo caso della votazione finale.

Secondo il quotidiano The Jerusalem Post, presso la stessa Commissione sono stati presentati i risultati di una pubblico sondaggio che attesta al 72% dell’opinione pubblica contraria alla caccia. Il sondaggio, commissionato dalla Società di protezione della natura, riporta un potenziale errore statistico pari al 4,4%. Un dato, pertanto, che difficilmente potrebbe compromettere l’alto gradimento registrato in favore della chiusura dell’attività venatoria. Del resto, la società che ha eseguito il sondaggio ha dichiarato una affidabilità statistica pari al 95%.

Dunque un nuovo paese, oltre all’Albania (vedi articolo GeaPress) si appresta su iniziativa governativa a ridurre o chiudere del tutto l’attività venatoria. Così come nel caso dell’Albania, dove il Ministro dell’Ambiente proponente ha mostrato interesse per altre questioni ambientali (taglio dei boschi e maggiore tutela dei Parchi) anche in Israele i promotori del sondaggio si sono augurati che il Governo fornisca al più presto agli enti gestori delle aree protette, maggiori strumenti per la difesa della natura.

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