richiami vivi
GEAPRESS – Inizieranno domani al Senato i lavori di conversione del Decreto Legge approvato dal Governo lo scorso 24 giugno e contenente anche la famosa disposizione sui richiami vivi.

Ad essere per ora coinvolte sono la decima e tredicesima Commissione.

Il Disegno di Legge n. 1541 (questo il testo che verrà discusso), potrebbe così dare immediata conferma a quanto previsto dal Governo con il suo Decreto che di fatto, lo scorso giugno, ha anticipato quanto già contenuto nella proposta di Legge comunitaria 2013.

I decreti legge rimangono in vigore sessanta giorni. Se in tale frangente non vengono convertiti in legge, decadono. Da qui il provvedimento che si discuterà domani.

L’art. 16 del ddl 1541, ovvero l’articolo relativo ai richiami, verrà “bombardato” da ben 31 emendamenti. C’è chi, in casa leghista, non vorrebbe proprio l’articolo sui richiami, lasciando le cose come stanno, e chi, con due opposti emendamenti in area NCD, (ovviamente di due diversi Senatori) si dichiara pro e contro all’uso dei poveri uccelli selvatici catturati per servire da richiamo ai cacciatori d’appostamento.

C’è poi chi vorrebbe rimettere nuovemente in circolo la previsione di più di due colpi per la caccia agli ungulati (il decreto del Governo aveva bloccato il numero a due) e chi vorrebbe cacciare sulla neve. Tornado ai richiami vivi, vi sono poi gli emendamenti che vorrebbero centralizzare la quastione sulla banca dati dei richiami. Non mancano gli emendamenti che chiedono invece il divieto di ogni cattura e detenzione dei poveri uccelli. La novità, in questo caso, è che non si tratta solo di emendamenti pro-fauna del Movimento 5 Stelle e SEL, ma anche del PD.

Cosa succederà domani?

Considerato l’elevato numero di emendamenti e l’urgenza che ha il Governo di cancellare la procedura d’infrazione, è probabile che prevalga il testo già approvato alla Camera, ovvero ok ai richiami vivi sebbene con una nuova disciplina autorizzatoria che pone al centro della “spartizione” delle quote di avifauna da prelevare, la conferenza Stato Regione. Determinante sarà l’intervento del rappresentante del Governo e l’eventuale incidenza su quest’ultimo del Ministero dell’Ambiente che, nei mesi scorsi, era sembrato propendere per una  abolizione dei richiami, poi smentita nei lavori della Camera.

La novità, rispetto alla Camera, è una maggiore presenza di esponenti del PD con emendamenti di divieto all’uso dei richiami. Forse, loro, potrebbero incidere qualcosa.

C’è solo da sperare che non si ripeta quanto già successo, proprio nel corso dei lavori di Commissione al Senato, in tema di sperimentazione animale. Chi, infatti, aveva presentato un valanga di emendamenti pro-animali, accettò di ritirarli per senso di responsabilità (procedura d’infrazione) dopo l’intervento del rappresentante del Governo.

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