GEAPRESS – Chissà se quanto riportato nelle fotografie del roccolo qui allegate, rientra tra le tipologie di “opere d’arte” con le quali il Consigliere Regionale lombardo Valerio Bettoni (UDC) ha voluto definire i noti impianti di cattura di fauna alata. Il tutto, poi, per annunciare la nuova legge lombarda oggi entrata in vigore e che autorizza alla cattura di uccellini selvatici da rinchiudere nelle gabbiette dei cacciatori da appostamento. In altre Regioni è reato. In Lombardia, ma anche Veneto, Emilia Romagna e Toscana, leggine con vizio di legittimità, ogni anno ne autorizzano la cattura.

Il roccolo nelle foto non è autorizzato ma perfettamente funzionale allo scopo. E’ quello sequestrato dal Corpo Forestale dello Stato a Bagnolo Mella (BS) due giorni addietro. Roccolo abusivo, ricavato in una zona appositamente allagata ed incredibilmente finanziata con quasi 40.000 euro dalla Provincia di Brescia (vedi articolo GeaPress). Ora l’ennesima novità. Lo stesso proprietario del roccolo, che riforniva di uccellini un ristorante a lui ricollegabile, nel marzo 2010 era stato denunciato dalla Guardie Volontarie del WWF e dai Carabinieri di Bagnolo Mella, per violazione di alcuni reati venatori. Presso la sua abitazione, era stata infatti trovata una povera volpe ancora sanguinante appesa ad un gancio da macellaio (foto). L’aveva catturata con il tremendo laccio cappio d’acciaio. Poi aveva puntato sulla testa del piccolo animale il suo fucile, ed aveva sparato. Appesa al gancio, l’aveva infine messa a colare. Non molto distante il ristorante dove la Forestale, l’altro ieri, ha provveduto a sequestrare i frutti del roccolo abusivo. Centinaia di piccoli uccelli, già spellati e pronti alla cottura. Via illecita, ma ancora molto richiesta, dei roccoli lombardi.

Eppure proprio oggi è passata la Legge voluta da Lega Nord, UDC ed esponenti del PD. 47 uccellini, appartenenti a specie protette, potranno essere catturati. Un altro colpo alla credibilità delle istituzioni. Questo anche alla luce delle ricorrenti sentenze della Corte Costituzionale e della Corte di Giustizia Europea che già hanno cassato, proprio per la Lombardia, precedenti analoghi provvedimenti.

Già lo scorso luglio, il Consiglio Regionale Lombardo approvò la caccia in deroga a parecchie decine di migliaia di uccellini selvatici. Ora fornisce ai cacciatori pure i richiami.

Per il Consigliere Bettoni (UDC) i roccoli (ovvero gli impianti di cattura) sono delle opere d’arte, mentre il Presidente della Commissione Agricoltura, Carlo Saffioti (PdL) li ha definiti strutture storiche da promuovere e valorizzare sotto l’aspetto culturale. Roberto Pedretti (Lega Nord), relatore, ha auspicato un superamento di quelle che ha definito “inerzie” dell’ISPRA, ovvero l’organo tecnico che lo Stato ha indicato per fornire i pareri obbligatori. Il superamento di Pedretti consiste nel fornire la Regione Lombardia di un proprio organo tecnico. Forse, in pochi, considerati i precedenti, potrebbero dubitare sulle scelte di una ipotetica Ispra lumbard.

Di opinioni diverse è Graziella Zavalloni, Responsabile lombarda della LAC (Lega per l’Abolizione della Caccia), la quale ricorda come il mancato parere dell’ISPRA, rappresenta un’aggravante e non certo un invito a votare la legge. Del resto, con la caccia in deroga, il parere è arrivato, ed era negativo.

Gli uccelli migratori – ha voluto precisare a GeaPress Graziella Zavalloni – sono un bene comune e non appartengono né all’Italia e men che meno a quella che ormai è una minoranza, ovvero i cacciatori“.

Zavalloni ricorda, inoltre, come gli impianti di cattura non potrebbero per legge attivarsi, se non fosse per le deroghe della stessa Regione. Per la terza volta la Corte Costituzionale ha sancito come i richiami vivi devono essere da allevamento (peraltro finanziati dalla Regione) e non certo da prelievo in natura. Si tratta, ricorda la Zavalloni, di un ulteriore conferma della Corte, la quale anche questa volta ha nuovamente ribadito i suoi precedenti pronunciamenti. Puntualmente disattesi dalla Regione.

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