GEAPRESS – Tipo film dell’orrore. Se ne andavano tra tuoni e fulmini del fortunale che imperversava sulla foresta demaniale di Gutturu Mannu. Gli zaini, stracolmi e sanguinanti, li facevano camminare chini. Poi l’incontro con una pattuglia della Stazione Forestale di Capoterra (CA) e la precipitosa fuga nel bosco. I Forestali della Regione Sardegna si buttavano così al loro inseguimento finché non venivano bloccati. Dagli zaini dei tra bracconieri di Capoterra saltava fuori un cervo sardo appena scuoiato e tagliato in tre pezzi. Ad essere denunciata anche una donna, moglie di uno dei tre, che attendeva alla guida dell’auto tenuta con il motore acceso. Si era piazzata proprio all’uscita del sentiero.

A questo punto, a supporto della pattuglia di Capoterra,interveniva anche il personale della Stazione Forestale di Santadi e si dava corso alle perquisizioni domiciliari. Veniva così rinvenuto un cinghiale catturato con i tremendi lacci-cappio d’acciaio, ben 200 altri lacci pronti all’uso, e un centinaio di reti per uccellagione. Un numero enorme anche per luoghi notoriamente afflitti dal fenomeno del bracconaggio.

Nel frattempo altri uomini della Forestale, controllavano il territorio nei pressi del luogo ove erano stati intercettati i tre bracconieri. Venivano così rinvenuti ben 45 lacci già piazzati ed il luogo di cattura del povero cervo fatto a pezzi. Il cervo sardo è una specie esclusiva della Sardegna e risulta considerata dalla legge come particolarmente protetta. Purtroppo neanche in casi particolarmente gravi è possibile contestare l’arresto in flagranza di reato (la legge italiana non lo consente per nessuna delle specie protette), mentre la pena reclusiva è pari ad otto mesi. In genere però, il cacciatore di frodo viene condannato al pagamento della sanzione, pari ad appena duemila euro.

L’attività del Corpo Forestale della Regione Sardegna, Servizio Ispettorato di Cagliari, si inquadra nell’intensificazione dell’attività istituzionale di contrasto al fenomeno del bracconaggio nelle aree del Sulcis e dei Sette Fratelli, zone dove maggiormente si concentra tale attività illecita. Nel solo mese di dicembre 2010 si sono denunciate 21 persone mentre si sono rinvenuti oltre 450 uccelli, soprattutto merli e pettirossi. Non solo morti. Grazie agli interventi della Forestale si sono liberati un cervo, due cinghiali e 70 volatili trovati ancora vivi nelle trappole. Per queste ultime si è provveduto alla bonifica di ampie zone di territorio. In tutto circa 40.000 lacci per uccellagione ed oltre1000 lacci per la cattura di ungulati. (GEAPRESS – Riproduzione vietata senza citare la fonte).