GEAPRESS – Ormai un po di anni addietro fece notizia un maiale apparso nella corsia femminile della III Chirurgia del Policlinico di Palermo. Figuriamoci, un maiale tra i lettini delle degenti. Se ne parlò (ovviamente tra grasse risate) per interi giorni ma in pochi si chiesero cosa un maiale ci facesse tra i lettini. Era semplicemente fuggito dalla terrazza, ove era stato ricavato un allevamento (non si è mai capito quanto regolare) per i trapianti. Poi, sempre a Palermo, alcuni animalisti liberarono dei gatti da un altro Istituto dove si faceva vivisezione. Seguì, poche settimane dopo, anche Milano.

Oggi, invece, sta facendo furore la notizia di un cinghiale penetrato in un plesso ospedaliero cinese. Prima alcuni addetti hanno tentato di allontanarlo … a bastonate (!). Infine la Polizia lo ha abbattuto. Pare che qualcuno lo abbia mangiato. Giustamente ci si indigna ma la cosa che non quadra è il facile “tiro al cinese” che appare sempre in questi casi. Ci indignamo giustamente se in Cina si spellano i cani per le pellicce, ma in Italia abbiamo chi spella decine di migliaia di uccellini (protetti dalla legge) e prevediamo, per questo, una banalissima ammenda. Oggi GeaPress pubblica il filmato girato dalla LIPU (vedi articolo GeaPress) dove si vedono due italianissimi cacciatori giocare con il richiamo ed un uccello (protetto dalla legge) ferito. Tutto questo per concludere l’azione sparandogli il colpo di fucile (per tale divertimento il povero uccellino era stato conservato, ferito, nella tasca del giubbotto). Ovvimente è cosa buona vietare il commercio di pellicce di cani e gatti, ma magari facciamo anche uno sforzetto per i nostri animali. Il riferimento, ovviamente, è al nostro legislatore.

E’ proprio di questi giorni la notizia di una pecora uccisa a Sant’Agostino, in provincia di Ferrara. Era semplicemente successo che un tizio si era ritrovato il povero animale a pascolare nel suo terreno. Prova a chiedere, ma di quella pecora non ne sa niente nessuno. Cosa fa allora? L’adotta e le consente di brucare la sua erbetta? Cerca per lei una sistemazione alternativa? No. Chiama in Comune, l’Assessore conferma l’esito negativo delle ricerche, chiama a sua volta un cacciatore e uccidono la pecorella. Ora cacciatore e proprietario del terreno sono stati condannati per uccisione di animali. Pena sospesa anche perchè hanno scelto il rito abbreviato, mentre il cacciatore vuole andare al processo. Lui non si sente colpevole e, come dice il suo avvocato, non ha sparato con la pistola ma con un attrezzo apposito utilizzato per abbattere gli animali (!?).

Giova appena ricordare che a disporre il tutto è stato un Assessore. A questa categoria di nostri rappresentanti la legge, purtroppo, concede anche deleghe sulla Polizia, nella fattispecie quella provinciale. Non ce ne vogliano gli Agenti di Varese, ma sapere dall’Assessore al ramo del loro buon intervento contro i “novici” (termine vetusto che dovrebbe essere uscito da almeno trenta anni dal vocabolario degli animalicidi) ci fa un po dubitare. Il 98% delle uccisioni della Polizia Provinciale di Varese ha riguardato piccioni e cornacchie. Anche se il 100% fosse pari a cinque, per alcuni potrebbe essere grave. Non legalmente (ahinoi) ma eticamente. A Varese, però, il totale ammonta a 10871 all’anno, ovvero quasi 906 al mese, pertanton quasi trenta abbattimenti di “novici” (così e considerato anche il cinghiale) ogni giorno. E per quest’anno? Ci stanno già “pensando”, a dimostrazione che ad uccidere non serve a niente. In Cina come in Italia. (GEAPRESS – Riproduzione vietata senza citare la fonte).