GEAPRESS – Vi erano anche animali rarissimi tra i “pezzi” assemblati dall’artista amerciano De Molina che, sfruttando un’abilità ereditata dal padre tassidermista, ordinava dal sud est asiatico per lavorarli ed esporli nel corso delle sue mostre (vedi articolo GeaPress).

A confermarlo, ora, è lo stesso Procuratore distrettuale della Florida che aggiuge ulteriori elementi alle prime notizie circolate ieri. Martin pescatore di Giava, Martin pescatore nero azzurro, Uccello del paradiso e poi, tra i mammiferi, il Tragulo di Giava, il Loro lento della Sonda, alcuni oranghi ed altri animali molto rari che l’artista americano si faceva spedire, imballati in maniera tale da eludere i controlli.

Poi impagliava e vendeva, nel corso delle sue mostre d’arte. Una storia molto simile, almeno sotto il profilo del grado di protezione internazionale riservato alle specie, ad altro sequestro operato ieri a Palermo grazie all’intervento della Polizia di Stato e del Servizio Cites del Corpo Forestale delle Regione Sicilia. Migliaiai di animali, già impagliati o ancora ammassati nei congelatori. Dalle prime indiscrezioni circolate ieri (vedi articolo GeaPress), pure un’Aquila reale e un Aquila di mare. Soprattutto per quest’ultima specie, se il ritrovamento fosse confermato, si tratterebbe di un caso particolarmente grave, essendo la popolazione europea ormai ridotta alle ultime migliaiai di coppie. Ad ogni modo, come per altre specie ritrovate in un vano accesibile tramite una botola ed adibito a laboratorio di tassidermia, si tratta di animali che godono del massimo grado di protezione.

Stridono grandemente le previsioni di pena negli Stati uniti ed in Italia. Se l’impagliatore americano è stato arrestato e rischia ora di essere condannato a cinque anni di prigione, 250.000 dollari di sanzione e tre anni di libertà vigilata, quello italiano è libero di andare dove vuole. Salvo quanto relativo allo smaltimento dei rifuti della macellazione o altre norme sanitarie, rischia ora solo reati leggeri, ovvero di natura contravvenzionale. Di nullo significato quelli derivanti dalla violazione della legge sulla caccia, un pò più alti rispetto a quest’ultimi, ma solo per la sanzione pecuniaria, quelli relativi alla Convenzione di Washington (CITES) sul commercio di flora e fauna minacciata di estinzione. Usufruendo dell’oblazione, potrebbe pagare una cifra non superiore ai 25.000 euro. Trattandosi però di un ex cacciatore (oltre ad essere stato anche Guardia Venatoria) il tassidermista palermitano potrebbe essere denunciato anche per furto al patrimonio indisponibile dello Stato. Un reato più potente che avrebbe però sparato a salve se il soggetto fosse stato ancora in regola con i permessi venatori. La legge sulla caccia, infatti, esclude dalla loro applicazione per i seguaci di Diana, i reati di furto, furto aggravato e ricettazione. 

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