GEAPRESS – A Cosenza, uno dei due uccellatori fermati dalla Polizia Provinciale, era una Guardia Venatoria Volontaria in organico al Coordinamento di Vigilanza Venatoria Provinciale. E’ stato sorpreso, nei giorni scorsi, all’alba mentre con un altro uccellatore faceva ritorno alla propria automobile carico di reti, gabbiette e cardellini illegalmente catturati. La Polizia Provinciale ha immediatamente provveduto a ritirare il tesserino di riconoscimento, sottolineando come l’individuo ora denunciato avrebbe dovuto tutelare la fauna e fare rispettare la normativa vigente in ambito venatorio.

A Grosseto, un’altra Guardia della Provincia è stata pizzicata in atti di bracconaggio. Si tratta di uno dei cinque denunciati sorpresi dai volontari della LAC (Lega per l’Abolizione della Caccia) in un Ambito Territoriale di Caccia. Armeggiava con gabbie, tagliole e fauna selvatica. I fatti sono avvenuti nell’ATC 7. Interventi anche nell’ATC 6, dove un altro soggetto è stato denunciato per il possesso di tre gabbie (in totale ne possono essere detenute 3) utilizzate peraltro in periodo di divieto. A coadiuvare l’attività dei volontari della LAC è stata la Polizia Provinciale di Grosseto.

L’aspetto inquietante, ora rilevato dalla LAC, riguarda il fatto che le gabbie trappola in questione erano affidate da enti pubblici quali la Provincia, a persone che ne facevano un uso illegittimo. Questo nonostante la stessa Provincia le avesse ritenute persone “specializzate” con appositi tesserini.

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