GEAPRESS – Nuovi interventi antibracconaggio messi a segno da diversi organi di polizia. Gli ultimi ad intervenire, sono stati gli Agenti del Comando Stazione di Cagnano Varano del Corpo Forestale dello Stato, in provincia di Foggia. Ad essere denunciata una persona che svolgeva attività venatoria con mezzi non consentiti dalla legge. Richiami elettroacustici per attirare i volatili a tiro di fucile. Mezzi vietati ed utilizzati pure nei giorni di silenzio venatorio. Fucile, munizionamento e gli stessi richiami sono stati posti sotto sequestro, mentre l’attività antibracconaggio del Corpo Forestale è proseguita negli ultimi giorni anche con numerose sanzioni amministrative. In particolare si tratta di mancanza dei documenti venatori, mancato recupero dei bossoli, omessa annotazione nel tesserino venatorio della giornata di caccia e mancata registrazione nei termini di legge dei cani all’anagrafe canina. Poi, anche il mancato pagamento delle tasse di concessione governative e regionali.

Nei giorni scorsi, si sono avuti altri interventi antibracconaggio. Singolare, ad esempio, quanto scoperto dalla Polizia provinciale di Cosenza la quale, dopo avere fermato cacciatori-bracconieri provenienti finanche da Pistoia e da Brescia, è intervenuta lungo la spiaggia di Corigliano Calabro. In questo caso, il personale coordinato dal Comandante Dott. Giuseppe Colaiacovo, ha denunciato ben otto cacciatori e sequestrato altrettanti fucili. Oltre che di alcuni residenti in Calabria, si trattava di persone provenienti anche dalla Puglia e dalla Campania. Avevano realizzato appostamenti abusivi lungo la spiaggia di Thurio, finalizzati alla caccia agli acquatici.

Il Nucleo di Vigilanza Ambientale del WWF di Firenze, comunica invece i risultati dei controlli avvenuti nel settembre 2012. Anche in questo caso uso di strumenti acustici vietati, mancata annotazione nei tesserini venatori e omessa registrazione dei cani. Nella palude del Fucecchio, su sei controllati, in cinque erano in possesso di regolare porto d’armi uso caccia. L’unico bracconiere trovato senza le necessarie autorizzazioni venatorie era peraltro un recidivo. Controlli anche nell’Alto Mucello, nella Val di Sieve e nel Chianti. in questo caso violazioni anche sulla normativa relativa alla distanza di sicurezza dalle abitazioni e trasporto irregolare delle armi nelle automobili. Trovati, inoltre, più siti di pasturazione per i cinghiali. Secondo quanto comunicato, ad alimentarli erano proprio alcuni cacciatori, con il fine di aumentarne il numero e poterli poi cacciare.

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