GEAPRESS – Il primo lupo del quale oggi si ha notizia  è stato rinvenuto il 12 gennaio in località “Madonnelle” nel Comune di Carsoli (AQ). Si trattava di un maschio di un anno, ucciso da una fucilata. Inequivocabile il foro di entrata e di uscita del proiettile, sotto l’ascella. L’altro lupo è stato, invece, rinvenuto ieri in località “Sesera”, ricadente nel Comune di Oricola (AQ). Si trattava di una femmina di appena sei mesi. In questo caso, a giudicare dallo stato di decomposizione del corpo, si sospetta una morte non recente. Almeno quindici giorni addietro, riferiscono gli inquirenti. Non sembrerebbero esservi tracce di colpi di arma da fuoco, più probabile l’uso di veleno ma comunque si attendono i risultati dell’esame autoptico che verrà eseguito presso l’Istituto Zooprofilattico di Teramo.

I due lupi sono stati rinvenuti dai Forestali del Comando Stazione di Carsoli, durante un pattugliamento del territorio. Entrambi gli animali sono stati rinvenuti in un’area pedemontana, nei pressi del Parco Regionale dei Monti Simbruini, dove già nel recente passato sono stati ritrovati lupi morti, sempre per mano dell’uomo. Per quanto riguarda il lupo ucciso a fucilate, la Forestale ritiene che potrebbe aver dato fastidio a qualcuno. La zona, di aperta campagna, si tipicizza per la presenza di numerosi pascoli.

Confermato anche il colpo di fucile per il lupo rinvenuto nell’Appennino bolognese (vedi articolo GeaPress). Il lupo, ricoverato presso un ambulatorio veterinario, ha rilevato nel suo corpo numerosi pallini di piombo. Gli operatori del Centro Recupero di Sasso Marconi (BO) non disperano sulle possibilità di riabilitarlo alla vita selvatica.

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