GEAPRESS – Il Corpo Forestale dello Stato della Stazione Forestale di Crotone, in uno dei suoi interventi ai danni dei bracconieri disposti dal Comando Provinciale diretto dal dott. Giuseppe Melfi, ha rinvenuto un richiamo elettronico vietato con all’interno una scheda SD dove erano registrati numerosi canti di uccelli.

Purtroppo, nonostante i lunghi appostamenti, il cacciatore di frodo non si è fatto vivo. Altri richiami, invece, erano dotati di metodi più tradizionali. Altoparlanti, intere valigette da tecnico tv, e poi cavi, collegamenti e batterie d’automobile. Il tutto ben occultato ed in gran numero sistemato nelle campagne di Crotone ed Isola di Capo Rizzuto.

Lo scopo di questi aggeggi è quello di attirare l’avifauna selvatica che verrà così a trovarsi a tiro di fucile. Spesso, il bracconiere, lascia per lunghe ore accesi i marchingegni, più volte trovati dalla Forestale con in dotazione timer ed addirittura telecomando. Ora anche la scheda SD che, secondo il Corpo Forestale della Stato, rappresenta una dimostrazione lampante di come i bracconieri utilizzino sempre più attrezzatura sofisticata e miniaturizzata. Più facile, pertanto, l’ occultamento.

Purtroppo la legge italiana vieta il solo uso di questi strumenti e non la detenzione e la vendita. Il reato venatorio, di esclusiva previsione contravvenzionale, prevede una ammenda ridicola. Per questo ancora più importanti sono i sequestri operati, dal momento in cui sottraggono all’uso del bracconiere strumenti che in alcuni casi possono arrivare a valere anche alcune centinaia di euro.

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