GEAPRESS – A Soresina, in provincia di Cremona, le nutrie impensieriscono pure i ciclisti. Così avaea inserito tra le altre motivazioni dell’Ordinanza ammazza-nutrie il Sindaco del paese. Per il TAR Lombardia, sezione distaccata di Brescia, non vi era però alcuna motivazione ed in tal maniera è stato ora accolto il ricorso della LAC (Lega per l’Abolizione della Caccia) e dell’Associazione vittime della Caccia.

Un eventuale intervento sulle Nutrie, hanno ricordato i Giudici amministrativi, va disciplinato nelle more di quanto stabilito dalla legge sulla protezione della fauna omeoterma, la quale ha dato specifico incarico alle Province e non ai Comuni. A Soresina, però, qualcuno deve aver pensato in grande. Pur di autorizzare quei cacciatori ad uccidere le nutrie e seppellirle con un buco in terra, si è previsto di autorizzarli anche in periodo di caccia chiusa. Per giustificare il provvedimento si sono finanche paventati pericoli ai ciclisti. Si è, inoltre, riportata una generica relazione dell’ASL risalente a dodici anni addietro dove mai, proprio nella parte sottolineata dal Comune, è riportata la parola “nutria”. Ad avvalorare il provvedimento ammazza nutrie, si è infine citata una nota della Prefettura. In questo caso risaliva a quindici anni addietro e pareva autorizzare l’emissione di ordinanze contingibili ed urgenti, nel caso di presenza abnorme di animali.

Ma quali dati erano stati citati nell’Ordinanza del Comune di Soresina?

Per il TAR non risulterebbe comprovata né l’esistenza del pericolo di un danno grave alla salute dell’uomo, né il sopravvenire di una situazione eccezionale ed imprevedibile tale da incidere in modo straordinario sulla sicurezza pubblica. Condizioni queste, scrive sempre il TAR, che giustificherebbero l’intervento contingibile ed urgente del Sindaco, in un’ottica di prevenzione e garanzia per la salute e la sicurezza pubblica. Siccome il TAR non ha riscontrato nel provvedimento motivazioni adeguate a giustificare l’esigenza di un simile intervento, l’Ordinanza di Soresina incappa nell’accoglimento del ricorso di LAC e Associazione Vittime della Caccia.

Una nuova distrazione dei Comuni che, in questo caso, ha consentito a 15 cacciatori, nominati uno ad uno, di poter esercitare quella che parrebbe essere una attività di caccia. Dal 9 marzo al 31 luglio 2012. Dall’alba al tramonto, anche in aree interdette e fuori dai periodi consentiti. Infine il ricorso. L’Ordinanza ammazza nutrie è stata annullata ed il TAR ha condannato il Comune a risarcire le spese legali.

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