GEAPRESS – Nel Costa Rica la caccia non è più uno sport.

Con un voto unanime del Congresso il Costa Rica è diventato il primo paese dell’America latina a porre il divieto. Chi continuerà a cacciare incorrerà in una sanzione fino a 3000 dollari e rischiare quattro mesi di carcere. Pene più lievi, invece, per chi detiene come domestici animali prelevati in natura.

Ad influire sulla decisione sembra sia stato anche l’eccessivo peso determinato dai cacciatori stranieri, spesso organizzati in veri e propri tour venatori. Felini ma anche pappagalli. Tutto va bene per un compenso pattuito che può arrivare fino a 5000 dollari per un cacciatore di un altro paese. Quello che più colpisce, nella scelta di vietare la caccia, è l’influenza avuta da una petizione popolare. 177.000 firme per dire no alla caccia.

La scelta del Costa Rica segue di poco quella del Botswana (vedi articolo GeaPress). Nel paese africano aveva recentemente fatto scalpore la scorribanda ammazza elefanti del Re spagnolo, il quale si era poi scusato. Peccato, riferì allora l’eurodeputato veneto Andrea Zanoni, che il re non si è scusato per le impallinate compiute in Italia non si capisce bene in base a quelle privilegio reale.

Il Costa Rica è un paese che  ha molto investito nella salvaguardia della natura. Un quarto della sua estensione territoriale è tutelata da parchi nazionali e riserve.

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