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GEAPRESS – Nuovi interventi della Polizia Provinciale di Cosenza, nel contrasto ai reati di tipo venatorio. Un’attività, quella a tutela dell’ambiente, voluta dal presidente Mario Occhiuto e che si connoterà sempre più per la sua attività di tutela del patrimonio naturale.

In tal senso, spiega la Polizia Provinciale, è già stata intensificata l’azione di salvaguardia per quanto attiene la presenza di discariche abusive, l’inquinamento delle acque, la mancata depurazione.

Con il coordinamento della Comandante Maria Antonietta Pignataro, gli agenti della Polizia Provinciale hanno condotto, già nelle scorse settimane, diverse operazioni di prevenzione e repressione del bracconaggio nel comprensorio della Sila.

I poliziotti in servizio presso il distaccamento di San Giovanni in Fiore hanno infatti colto il flagranza di reato un uomo di Cosenza che stava praticando la caccia alla specie ‘allodola’. Lo stesso si stava servendo di un piccolo richiamo acustico a funzionamento elettromagnetico, ovvero di un mezzo di caccia vietato dalla legge.

La Polizia Provinciale, dopo avere osservato la condotta del cacciatore, ha rinvenuto anche la fauna abbattuta, tra cui alcuni esemplari di ‘pispola’, considerata specie particolarmente protetta poiché inserita nell’Allegato II° della Convenzione di Berna, ratificata in Italia con la legge n. 503/1985. Dopo l’identificazione è stato eseguito il sequestro penale di un fucile calibro 12, di 42 munizioni, del richiamo e di cinque animali abbattuti. Si trattava di allodole e pispole. Tutto il materiale è stato posto a disposizione dell’autorità giudiziaria competente.

L’uomo è stato denunciato in stato di libertà alla Procura della Repubblica presso il Tribunale ordinario di Cosenza e dovrà ora rispondere del reato di esercizio della caccia facendo uso di richiami vietati oltre all’abbattimento di specie particolarmente protetta. L’intervento è avvenuto in località Piccirillo nel Comune di Celico.

Ancora prima di tale operazione, gli stessi Agenti in servizio presso il distaccamento di San Giovanni in Fiore avevano individuato, sempre nel Comne di Celico ma in località Lagarò, un residente della provincia di Brescia intento ad esercitare la caccia alle allodole mediante l’uso di un piccolo richiamo acustico del genere vietato. Anche in questo caso sono stati sottoposti a sequestro penale il fucile, 150 munizioni, il richiamo e la selvaggina abbattuta con relativa denuncia dell’uomo alla competente Procura della Repubblica di Cosenza.

Già nel mese di ottobre i poliziotti del distaccamento di San Giovanni in Fiore, avevano inoltre individuato e denunciato quattro persone per reati in materia di bracconaggio. Analoghe denunce, sono state applicate nei riguardi di cacciatori sorpresi a svolgere attività venatoria nella riserva naturale biogenetica di ‘Iona – Serra della Guardia’ in pieno altipiano silano, dove ovviamente vige il divieto assoluto di caccia.

I controlli della Polizia Provinciale di Cosenza proseguiranno con ritmo incessante al fine di prevenire e reprimere tutte quelle condotte illecite che mettono a rischio i delicati quanto complessi equilibri naturali nella vasta provincia cosentina.

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