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GEAPRESS – Nuovi interventi della Polizia provinciale di Cosenza rivolti alla repressione dell’attività venatoria illecita.

Questa volta i poliziotti provinciali del distaccamento di San Giovanni in Fiore, in seguito ad alcuni specifici monitoraggi nella Z.P.S. (Zona di Protezione Speciale) e I.B.A. (Important Bird Areas, Aree importanti per gli uccelli) della Sila Grande, hanno individuato un uomo residente che si stava servendo di due congegni elettronici di ultima generazione, tra cui un richiamo digitale simile ad un “telefonino”. In tale maniera stava fedelmente riproducendo il canto dell’ allodola. Gli agenti, dopo averne seguito i movimenti, sono intervenuti anche per evitare l’ abbattimento dei volatili. Il presunto responsabile, sorpreso in flagranza di reato, dopo le formalità di rito è stato deferito alla competente Procura della Repubblica presso il Tribunale ordinario di Cosenza. I richiami elettroacustici, l’arma, le munizioni e la selvaggina sono stati sottoposti a sequestro penale e messi a disposizione dell’autorità giudiziaria procedente.

Anche il Reparto di Cosenza ha individuato un bracconiere in località Ischia sul Crati del Comune di Luzzi. L’uomo è risultato munito di un richiamo acustico elettromagnetico selezionato sul canto della pispola, atto ad attirare l’avifauna di passo per poi abbatterla. Il richiamo era inoltre in grado di riprodurre il canto dell’allodola, della pavoncella e del fringuello. Sequestrati un fucile da caccia semiautomatico calibro 12, venticinque cartucce dello stesso calibro, un richiamo acustico elettromagnetico e cinque allodole abbattute.

Dall’apertura dell’attività venatoria a oggi sono già quarantuno i controlli effettuati dalla Polizia provinciale e cinque i verbali elevati. Un’attività intensa, elogiata proprio pochi giorni fa dal CABS – il Nucleo di volontari esperti di antibracconaggio che proprio in Calabria ha una delle sedi più attive – che così si è espresso: “Al Presidente facente funzioni della Provincia di Cosenza, Avv. Graziano Di Natale, il CABS intende esprimere vivi apprezzamenti per la ripresa, dopo un lungo periodo di assenza, delle attività antibracconaggio volte a ristabilire la legalità. Evidentemente egli – sostiene il CABS – ha saputo adeguatamente motivare, anche con significative dichiarazioni rilasciate agli organi di stampa, gli agenti provinciali affinché potessero predisporre, organizzare ed eseguire importanti interventi a difesa dell’inestimabile patrimonio faunistico dello Stato”.

Il Presidente Di Natale, nel ringraziare il CABS per il riconoscimento dato all’incessante attività della Polizia provinciale di Cosenza, ha dichiarato che «è nostro dovere fare tutto quanto è possibile per la tutela e la conservazione dell’avifauna selvatica. Pertanto il servizio antibracconaggio proseguirà costantemente, senza alcuna sosta, anche oltre la chiusura della stagione venatoria».

Proprio l’apertura della stagione venatoria ha comportato un incremento dei controlli, eseguiti sotto il comando della Dirigente Avv. Antonella Gentile e con il coordinamento del Sostituto Commissario dott.ssa Antonella Pignataro.
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