GEAPRESS – Trentanove allodole e 9000 cartucce. Questo, forse, il principale rilievo della perquisizione dell’automobile di una cacciatore di Pistoia, fermato dalla Polizia Provinciale di Cosenza guidata dal Comandante dott. Giuseppe Colaiacovo. L’intervento è avvenuto nel Comune di Francavilla Marittima, in località Alvani, ed è stato eseguito dal personale del Nucleo Ittico Venatorio del distaccamento di Mormanno.

Oltre alle allodole ed alle 9000 munizioni, tra cui 40 a palla e nessuna delle quali denunciate all’Autorità di Pubblica Sicurezza, sono stati sequestrati due fucili calibro 12.

Il cacciatore pistoiese è stato denunciato per le irregolarità sia in tema di attività venatoria che per violazione del Testo Unico di Pubblica sicurezza. Per una detenzione superiore alle 1500 cartucce, ricordano gli esperti della Polizia Provinciale, occorre la licenza dal Prefetto, mentre, per quelle a palla vanno comunque tutte denunciate all’Autorità di Pubblica Sicurezza. Circa le allodole, invece, il massimo consentito per il carniere è di dieci per singola giornata e 50 per l’intera stagione.

L’intervento della Polizia Provinciale di Cosenza si inquadra, però, in un capillare controllo del territorio che ha anche ad oggetto la prevenzione dei reati di bracconaggio.

Solo negli ultimi giorni la stessa Polizia Provinciale ha, infatti, denunciato un altro cacciatore, questa volta della provincia di Brescia, sorpreso in località Frassie del Comune di Bisignano, intento ad uccidere allodole. Il cacciatore-bracconiere utilizzava un appostamento temporaneo servendosi di un richiamo acustico elettromagnetico. Un mezzo di caccia il cui uso è vietato dalla legge. Secondo la stessa Polizia Provinciale le allodole ed anche molti piccoli uccelli protetti, come pispole e fanelli, sono le prede preferite dai cacciatori del centro/nord Italia, poichè formano oggetto di pietanze, con la polenta o allo spiedo, molto ricercate nei loro territori.

L’11 ottobre scorso, invece, si era avuta notizia di un altro cacciatore, questa volta del cosentino, sopreso a cacciare, sempre con un richiamo acustico, le quaglie. Per tutta la notte aveva tenuto acceso il “chimaquaglie”. I fatti sono avvenuti in località Macchia Cosentina nel Comune di Celico.

Cardellini e richiami acustici vietati erano inoltre stati sequestrati, appena pochi giorni prima, a seguito di una perquisizione in un casolare di campagna a Lattarico. In quattro ad essere denunciati, tutti dell’hinterland cosentino.

© Copyright GeaPress – Tutti i diritti riservati

VEDI FOTO: