GEAPRESS – Sono in parte già stati consegnati ai proprietari, ma in custodia giudiziaria, alcuni dei 26 cani da caccia sequestrati pochi giorni addietro in provincia di Cosenza. Un intervento della Polstrada e del Corpo Forestale dello Stato, Comando provinciale di Cosenza, avvenuto nei pressi del casello autostradale Cosenza Nord. Un furgone con rimorchio che trasportava, secondo gli inquirenti, animali di “dubbia provenienza“.

Su quest’ultimo punto, però, ci sarebbero le prime rilevanza, sia sull’origine che sui luoghi di destinazione. Dal Piemonte, ma anche da Liguria, Toscana e Lombardia. La destinazione, invece, era sicuramente, oltre che per la stessa Calabria, anche per la Sicilia. In particolare, a Messina, vi era sicuramente una tappa decisiva. Forse uno smistamento tra cacciatori della Sicilia orientale ed occidentale. Per quest’ultima area, parrebbe che la destinazione finale fosse Palermo.
26 cani, quasi tutti adulti, stipati in piccoli scomparti. In buona parte microchippati, con l’esclusione di soli quattro. Cani, comunque, di un certo valore. 19 Segugi, 3 Setter, 2 Bracchi, 1 Pointer, 1 Terrier e di diverse età, dai 5 mesi ai 7 anni.

Appurate, a quanto pare, le irregolarità sul trasporto. In particolare non sarebbe risultata la registrazione di nessuna sosta. Le indagini sono ora rivolte alle motivazioni che hanno giustificato tale trasporto. Gli inquirenti ipotizzano cacciatori provenienti da battute di caccia all’estero e che in qualche maniera avevano trovato questa maniera per il ritorno dei cani. Oppure, animali già acquistati ed addestrati allo scopo. In particolare, per alcuni di loro, parrebbe essere stata appurata la recente acquisizione. Il trasportatore, comunque, era un italiano. 15.000 euro l’ammontare delle sanzioni, mentre sia il furgone che i cani permangono sotto sequestro amministrativo, ivi compresi quelli già consegnati. Gli altri, invece, sono detenuti, sempre sotto sequestro, presso il canile sanitario di Cassano allo Jonio, convenzionato con l’ASP n. 2 di Cosenza.

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