GEAPRESS – Erano tutte persone con regolare porto d’armi uso caccia i cinque bracconieri denunciati lo scorso 5 gennaio dal Comando Stazione del Corpo Forestale dello Stato di Ruvo di Puglia (BA), perchè sorpresi a cacciare nel comprensorio boscato denominato “Masserie Nuove Cimadomo”, nel territorio di Corato. I cinque stavano cacciando cinghiali ma esercitavano l’attività venatoria in zona di massima tutela del Parco Nazionale dell’Alta Murgia. Un luogo, ovviamente, soggetto a totale interdizione di tale attività.

I Forestali avevano in corso uno dei numerosi appostamenti effettuati per contrastare il fenomeno del bracconaggio, quando si sono imbattuti nei cinque cacciatori.

Nelle successive fasi di controllo e accertamento, si è inoltre avuto modo di verificare come due dei cinque cacciatori colti in atto di bracconaggio, fossero muniti di fucili semiautomatici ad anima liscia caricati con munizionamento a piombo unico. Si tratta di un equipaggiamento comunemente utilizzato per abbattere animali di grossa taglia ed alquanto pericoloso per il notevole impatto lesivo sulla selvaggina. Inoltre, sottolinea il Corpo Forestale, si mettono in tal maniera a rischio le tante persone che fruiscono dei boschi dell’ Alta Murgia per attività sportive e naturalistiche. Questo, spiega la Forestale, ancor di più nel momento in cui trattasi di zone ritenute più sicure in virtù dello speciale regime di protezione.

Tutte le armi e le munizioni sono state sequestrate. L’intero gruppo è stato deferito alla Procura della Repubblica di Trani.

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