okapi unesco
GEAPRESS – Era uno dei capi ribelli più affermati nella galassia dei gruppi Mai Mai, operativi in diverse regioni dell’Africa centrale e tra queste quelle a cavallo tra Ruanda e Congo. Responsabili di numerosi crimini, tra cui l’uccisione delle Guardie del Parco Virunga che avevano la colpa di svolgere il proprio lavoro:  bloccare uno dei principali commerci delle bande, ovvero il traffico di avorio  per finanziare la guerriglia.

Paul Sadala era il capo storico del gruppo  Mai Mai Morgan operativi nella parte orientale della Repubblica Democratica del Congo. Tra le varie accuse, oltre a quella di bracconaggio, anche il cannibalismo, stupro e riduzione in schiavitù.

Famoso l’attacco all’Okapi Wildlife Reserve, dichiarato dall’Unesco Patrimonio Mondiale dell’Umanità. Nel corso dell’attacco, avvenuto nel giugno 2012 a colpi di fucili mitragliatori Kalashnikov, morirono sette persone tra cui due rangers. L’edificio che ospitava il centro venne distrutto mentre ben 14 rari Okapa vennero uccisi nel corso dei raid. Sandala era altresì accusato di avere rapito e ridotto in schiavitù sessuale,  molte ragazze del luogo.

Sadala sarebbe stato fermato con una quarantina dei suoi uomini, nella giornata di sabato 12. Le circostanze della morte non sono ancora chiare. Sadala, a quanto pare, sarebbe riuscito a liberarsi nella giornata di lunedì ed attaccare i soldati che lo stavano scortando nella città di Buma. Questa la versione ufficiale del Governo riportata dalla Reuters. Secondo quanto riportato in ambienti protezionisti e riferibile a fonti ONU, Sadala potrebbe aver convinto i soldati della scorta di poter consegnare i suoi miliziani ancora in libertà. Si sarebbe trattato, invece, di un tentativo di fuga subito represso. In questa occasione Sadala sarebbe rimasto ucciso.

L’attenzione dei miliziani, negli ultimi anni, si era spostata dal bracconaggio degli elefanti al controllo delle miniere d’oro e diamanti.

Un bracconiere un po’ particolare che collezionava crimini di vario spessore fino alle accuse di cannibalismo. Colpiscono, però, le dichiarazioni in campo protezionista.  Secondo Terese Hart, Direttore di un progetto di conservazione attivo nella Repubblica Democratica del Congo, “la morte di Morgan è una grande notizia”  e potrebbe preludere ad un nuovo ordine, sebbene vi sia sempre da riflettere. Sadala è stato ucciso lunedì, ma il giorno dopo il Direttore del Parco Virunga è rimasto gravemente ferito nel corso di un agguato (vedi articolo GeaPress). Un equipaggio del progetto diretto da Terese Hart è stato assalito, per fortuna senza gravi conseguenze, nella serata di martedì. Sempre martedì i fuggiaschi della milizia di Sadala, hanno attaccato uno dei centri dell’Okapi Wildlife Reserve. Dunque, conclude Terese Hart nel suo blog, la storia non è finita.

Nella foto dell’Unesco uno degli Okapi mitragliati da Sadala nel 2012.

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