GEAPRESS –  Razzia di fauna selvatica a Livorno. La destinazione era però Napoli, dove un carico di circa 100 fringillidi avrebbe fruttato minimo duemila euro. I piccoli volatili venivano catturati nel livornese e detenuti nel garage di un napoletano di ventisette anni residente a Campiglia Marittima (LI), uno dei Comuni ricadenti nel Parco Val Di Cornia. Del problema GeaPress se ne era occupata agli inizi di agosto (vedi articolo GeaPress) intervistando il Responsabile del NIPAF del Corpo Forestale di Livorno dott. Davide Ciccarelli a proposito di una brillante operazione anti bracconaggio condotta ai danni dei bracconieri di cinghiali. Nel corso dell’intervista si era avuto modo di evidenziare un altro grave fenomeno. Uccellatori napoletani in trasferta a Livorno. Per loro interi garage pieni di fauna selvatica alata di cattura da rivendere al mercato nero di Napoli, vero e proprio ricettacolo nazionale di avifauna protetta.

Il Corpo Forestale di Livorno ha continuato la sua attività di repressione attivandosi anche a seguito delle segnalazioni pervenute al numero verde della Forestale 1515, tra cui proprio quella dell’uccellatore napoletano. Dalle indagini si è poi scoperto che era lo stesso uccellatore segnalato con le reti tipo pesca nei campi di girasole di Venturina (LI). Dalle indagini della Forestale svolte sul luogo si è poi risaliti al posto dove venivano conservati i fringillidi. Un vero e proprio laboratorio pieno di uccellini ed attrezzi del mestiere.

Quando però gli Agenti del Nucleo Investigativo di Livorno e del Nucleo Operativo di Cecina del Corpo Forestale sono arrivati sul luogo con il mandato di perquisizione hanno dovuto superare le resistenze dell’uomo che, a suo dire, doveva impedire l’accesso alla Forestale. Ed in un certo senso ne aveva tutte le ragioni, dal momento in cui all’interno del garage custodiva oltre 100 cardellini di cattura, gabbie, strumenti per la cova, taccuini pieni di appunti, beverini, spazzole, filo di nailon (forse utilizzato per imbracare gli zimbelli) e fiori di girasole, verosimilmente tagliati nei campi dove era solito piantare le reti per i cardellini. Nel locale pure canarini verosimilmente utilizzati per gli incroci con i cardellini. Un ibrido, se ha un buon canto, frutta minimo 200-250 euro.

Tutti i cardellini sono stati immediatamente liberati ma la Forestale ritiene che potrebbe bastare già una mezza giornata di ‘lavoro’ per catturarne altri 100. E’ in genere questo lo stock previsto per il trasporto a Napoli, all’interno di gabbie rettangolari che si caratterizzano per la scarsissima altezza (anch’esse rinvenute nel laboratorio dell’uccellatore).

Lo stesso soggetto, ora recidivo, era stato sorpreso tempo addietro dalla Polizia Stradale mentre era già in viaggio con un carico di cardellini verso Napoli. C’è ora da capire quanto diffuso sia il fenomeno dei napoletani uccellatori in trasferta. Già nella scorsa intervista, infatti, il dott. Ciccarelli evidenziò come i cardellini potessero essere venduti ai napoletani da soggetti locali. In un’altra intervista di GeaPress (vedi articolo) fatta al Sovrintendente del Corpo Forestale dello Stato di Castel Volturno Paolo Verdicchio (CE) fu evidenziato il traffico messo in atto da alcuni uccellatori campani che, in cambio di tordi, ricevono dai livornesi proprio i fringillidi da rivendere a Napoli.

Purtroppo, secondo la Forestale, la rendita ricavata da queste attività, rapportata alle sanzioni di legge (per la detenzione di specie non cacciabili è prevista la sola ammenda), evidentemente non fa desistere neppure chi viene colto in flagrante sebbene, nel caso dell’uccellatore campano, la recidiva renderà la sua posizione più grave. (GEAPRESS – Riproduzione vietata senza citare la fonte).