GEAPRESS – Costa Paradiso dovrebbe essere un’oasi protetta, nel Comune di Trinità d’Agultu. Siamo nel nord della Sardegna in provincia di Olbia – Tempio Pausania. Area protetta ma con una lottizzazione, motivo per cui in questo periodo i quasi unici frequentatori sono alcuni operai. A parte la protezione dovuta ai luoghi, la caccia al cinghiale si è da ieri chiusa, ma di sicuro non era consentita con la balestra.

Eppure esattamente una settimana addietro ecco il tremendo ritrovamento. Un cinghiale di circa 40 Kg, forse incrocio con un maiale. La colorazione era insolita: bianco e solo in parte con macchie nere. Altrettanto insolito è anche il mezzo utilizzato per ucciderlo. Secondo il Corpo Forestale della Regione Sardegna, vi sono notizie sporadiche in Gallura, ma proprio in quelle zone sicuramente no. Molto più frequenti, invece, i lacci-cappio, piazzati lungo i percorsi dei cinghiali.

Secondo l’Ispettrice Superiore del Corpo Forestale della Regione Sardegna Maria Antonietta Sini, Comandante della Stazione di Trinità d’Agultu, le indagini saranno difficili. “Lo sono un pò per tutti gli interventi antibracconaggio – dice l’Ispettrice Sini a Geapress – I bracconieri conoscono bene i luoghi e sono abili a non lasciare tracce. Ad ogni modo faremo di tutto per rintracciare il responsabile dell’uccisione dell’animale“.

Il cinghiale bianco è stato colpito per ben due volte con i dardi di una balestra, e sembrerebbe che le punte delle frecce fossero state accessiorate con lame di rasoio. La legge sulla caccia vieta la caccia con la balestra. Il bracconiere, tra l’altro, verrebbe agevolato dalla silenziosità del mezzo, anche se la caccia con l’arco è purtroppo consentita. (GEAPRESS – Riproduzione vietata senza citare la fonte).