GEAPRESS –  Nonostante la legge preveda i rimborsi per gli allevatori che subiscono dei danni alle greggi, a lui non gli andava per principio di avere subito l’affronto. Pensa e ripensa, la rabbia è andata involvendosi in una vera e propria ingegneria lupicida. Prima ha costruito una grande gabbia in rete elettrosaldata. Poi, per bloccarvi il lupo, l’ha armata con un congegno a scatto. Infine è andato a raccattare la testa di un maiale appena macellato ed ossa di bovini con le quali ha imbandito la trappola. Mancava solo il colpo finale: l’uccisione del lupo. Molto meglio farlo soffrire e magari a lungo. Ed eccolo ancora a pensare. Infine la soluzione: una “bella” punta acuminata al termine di un metro e mezzo di lancia metallica con la quale sfogare la rabbia verso l’animale tanto odiato e decimato. Finalmente tutto per lui, indifeso, nel trappolone fai da te.

E’ successo in provincia di Potenza dove un allevatore, evidentemente con tanto tempo da dedicare ai suoi diabolici pensieri, è stato scoperto e denunciato dal NIRDA (Nucleo Investigativo per i Reati in Danno agli Animali) in servizio presso il Comando Provinciale di Potenza del Corpo Forestale dello Stato e dagli uomini del Comando Stazione Forestale di San Fele (PZ) in località “Orto di Pierno” nel Comune potentino.

Secondo il Corpo Forestale questo è solo uno degli ultimi episodi a discapito del lupo, animale selvatico in via di estinzione e per questo oggetto di particolare tutela da parte della legge, essendone vietata in maniera assoluta la caccia. La Forestale ricorda a questo proposito che la legge già prevede i risarcimenti per gli allevatori che dovessero subire eventuali danni, ad esempio dai lupi. Proprio per questo è quanto meno fuori luogo che esistano comportamenti inaccettabili come quello ora sanzionato per il quale (aggiunge GeaPress) forse non è solo campo di applicazione delle scienze giuridiche…(GEAPRESS – Riproduzione vietata senza citare la fonte).