capriolo laccio
GEAPRESS – Si sono concluse oggi le ricerche del WWF nel pressi di Colle Val d’Elsa (SI), dove due giorni addietro, a poche centinaia di metri dal centro abitato, è stata trovata una femmina di capriolo uccisa in maniera orrenda da un laccio-cappio verosimilmente piazzato dai bracconieri.

Non molto distante dai luoghi, i volontari del WWF hanno infatti trovato un secondo “laccio” piazzato per gli ungulati. A quanto sembra era visibile da alcune case. Come è noto il cosiddetto “laccio”, è in genere costituito da un nodo scorsoio il filo metallico piazzato lungo i camminamenti della fauna selvatica. L’animale che vi rimane bloccato, muore dopo atroci sofferenze.

Così è stato per la femmina di capriolo che era rimasta bloccata per l’addome. La morte, in questo caso, giunge in genere per rottura del diaframma, ma nel caso di Colle Val d’Elsa il filo metallico aveva reciso le vertebre posteriori. Secondo quanto rilevato da Andrea Cucini,  Guardia volontaria del WWF di Siena, il povero animale, nel tentativo di fuggire dalla morsa, era scivolato lungo un piccolo pendio. Il cappio aveva così stretto improvvisamente sotto la spinta dello stesso peso dall’animale. Per la povera femmina di capriolo non vi è stato nulla da fare.

© Copyright GeaPress – Tutti i diritti riservati