GEAPRESS – Per poterli veramente sequestrare sono dovuti ricorrere a molette tagliaferro e cesoie. I bracconieri, infatti, avevano saldamente ancorato i richiami elettromagnetici. Questi aggeggi servono ad attrarre le quaglie da sparare poi con tutta calma dopo parecchie ore di funzionamento. Quando però, al termine di appostamenti durati tutta la notte, la Polizia Provinciale di Lecce li ha rinvenuti, i chiamaquaglie (così come vengono denominati in gergo) erano bloccati da lucchetti, incastonati negli ulivi secolari e  addirittura immersi in colate di cemento.

Per tale motivo gli Agenti guidati dal Tenente Giancarlo De Matteis hanno dovuto faticare non poco per estrarre quelli che tecnicamente sono “mezzi di caccia vietati”. In tutto dieci richiami elettromagnetici, con tanto di batterie, amplificatori, registratori e finanche megafoni.

L’intervento della Polizia Provinciale di Lecce, diretta dall’Avv. Antonio Arnò, rientra in una ampia operazione di controllo del territorio mirata alla repressione dei numerosi atti di bracconaggio insistenti nei luoghi. Controllate le campagne di Lecce, Vernole, Melendugno e Carpignano Salentino. La Polizia Provinciale ha rimesso le relative informative di reato, per ora a carico di ignoti, alla Procura della Repubblica di Lecce. (GEAPRESS – Riproduzione vietata senza citare la fonte).