GEAPRESS – Inizio drammatico per i volontari del CABS in servizio antibracconaggio da poche ore sbarcati a Cipro. Ieri mattina, dopo avere scoperto una grossa rete di venti metri per sei con richiamo elettroacustico acceso in pieno giorno, i volontari sono stati presi di mira da un bracconiere che li ha inseguiti con una grossa motosega accesa. A raccontare a GeaPress quanto successo è Piero Liberati, coordinatore del CABS per l’Italia e che recentemente abbiamo visto all’opera contro i bracconieri dell’isola del Giglio, di Ponza ed Ischia.

Avevamo trovato numerose bacchette coperte di vischio a Paralimni, Agia Napa, Capo Greco – riferisce a GeaPress Piero Liberati – poi quella grossa rete. Purtroppo il bracconiere si era già allontanato con due buste piene di uccelli, ma nella rete c’era già un assiolo e due rondini. Avevamo appena liberato gli animali e disarmato la rete quando abbiamo sentito accendere la motosega”.

Una scena da incubo dal momento in cui i volontari hanno avuto appena il tempo di rimuovere rete e richiamo mentre vedevano il bracconiere correre verso di loro alzando in aria il rumoroso attrezzo. Sembrava uscito completamente di senno, ma i volontari erano riusciti nel frattempo ad allontanarsi. Sembrava essere tornato tutto alla normalità quando improvvisamente sono apparsi due pick up che hanno puntato contro di loro.

Già l’anno scorso c’era stato un tentativo di investimento, mentre un bracconiere era riuscito a prendere per il collo Andrea Rutigliano (Responsabile italiano del CABS) malmenandolo e cercando di rapirlo.

Per fortuna, ieri mattina, i volontari inseguiti dai due pick up, sono riusciti a fuggire disperdendosi tra la vegetazione.

Il problema della sicurezza a Cipro è però ormai ricorrente. Gravi episodi sono successi anche nel 2010 quando, ricorda Piero Liberati, era presente lo scrittore americano Jonathan Franzen.

Quest’anno, però, è intervenuta direttamente l’Ambasciata tedesca a Nicosia, riuscendo ad ottenere una scorta da parte della Polizia locale. Il CABS è, infatti, uno speciale gruppo transnazionale con sede in Germania, che mette in campo servizi antibracconaggio con particolare riguardo ai paesi del mediterraneo. Piero liberati ed Andrea Rutigiliano sono i due responsabili per il nostro paese, ma altri attivisti italiani partecipano ai campi. Tra di essi c’è la veterinaria Bettina Volpe, subito intervenuta in soccorso dei poveri animali rimasti intrappolati. Nel breve video inviato in queste ore da Cipro si vede una piccola sterpazzolina ed un torcicollo. Per quest’ultimo, purtroppo, non c’è stato niente da fare. Frattura prossimale dell’ala e zampe con stiramento muscolare. Il povero animale si è dovuto eutanasiare.

I bracconieri, oltre che con le reti, catturano gli animali spargendo il vischio (ovvero una colla in molti casi da loro stessi preparata) su alcune bacchette disposte tra la vegetazione. L’animale rimane bloccato, imbrattandosi di colla. I volontari, quando riescono a recuperali, li liberano utilizzando del solvente. I bracconieri, invece, schiacciano il torace o mordono la testa degli animali, abitudine questa diffusa anche in Italia.

Gli uccellini, specie le capinere, finiscono a comporre un piatto tipico di Cipro. Un po’ come la nostra polenta ed osei, solo da quelle parti gli uccellini non vengono arrostiti ma bolliti nell’aceto. Un campione di gare culinarie è un noto politico locale. Anche di questo non dobbiamo meravigliarci visto che la stessa cosa succede anche nelle nostre regioni filo venatorie.

In questi giorni, intrappolati dai bracconieri di Cipro, ci sono capinere, cuculi, torcicolli, luì verde, tortore dal collare orientale e gruccioni. Oltre ai volontari italiani, sono presenti anche tedeschi, statunitensi, turchi, ciprioti ed ungheresi.

GeaPress ricorda che tutti i campi antibracconaggio sono autofinanziati. Chi volesse contribuire all’attività dei volontari e dare così un contributo concreto per la salvezza degli animali può effettuare una donazione direttamente dalla pagina dedicata di GeaPress.

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