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GEAPRESS – Erano stati picchiati e pure con il paventato rischio di finire in prigione. Quattro attivisti italiani, nell’ottobre del 2013, si erano infatti ritrovati al centro di una pesante situazione creata dai bracconieri che avevano poi cercato di accusare i nostri connazionali impegnati in uno dei più difficili campi antibracconaggio organizzati dal CABS (vedi articolo GeaPress ).

Il Tribunale del Distretto di Famagusta ha invece dato ragione agli attivisti. Accuse ritirate ed una compensazione di 7.000 euro da parte del bracconiere che è stato inoltre condannato a pagare 500 euro per detenzione e utilizzo di mezzi vietati di caccia (60 bastoncini di vischio).

La decisione del tribunale é una vittoria per le azioni del CABS – hanno riferito gli attivisti – perché sottolinea pubblicamente che l’attivismo non è un reato. Il CABS richiede ora al Ministro della Giustizia di Cipro, Jonas Nicolaou, di assumersi la sue responsabilità“. Più volte, infatti, il CABS aveva denunciato il pericoloso clima venutosi a creare sul tema della protezione della fauna e non solo.

I fatti cono occorsi il primo ottobre scorso. I quattro attivisti avevano infatti trovato circa 60 bastoncini di vischio in un campo aperto nei pressi del bosco municipale di Sotira. Mentre i volontari rimuovevano i bastoncini dai cespugli, due uomini si erano avvicinati ed il più giovane, secondo la tesi sostenuta dal CABS,  brandendo un bastone di legno. Inseguiti fino al pestaggio. Il bracconiere più giovane, infatti, era riuscito a raggiungere uno dei volontari, iniziando a colpirlo con pugni e colpi di bastone. Due degli altri volontari, nel tentativo di aiutare il collega, sono stati a loro volta colpiti e uno di loro, mentre riprendeva tutta la scena con una videocamera, ha subito gravi lesioni all’orecchio (timpano perforato) e alla schiena. I bracconieri infine si sono allontanati con la videocamera e il cellulare di uno degli attivisti.

I membri del CABS dopo l’aggressione si erano recati all’Ospedale Generale di Famagusta e all’Ospedale di Larnaca per esaminare possibili danni all’udito. Infine si erano presentati alla Stazione di Polizia di Deryneia per inoltrare la rispettiva denuncia. Qui gli ufficiali di polizia hanno informato i volontari del CABS che i loro aggressori si erano già presentati e li avevano denunciato per violazione di proprietà privata, danneggiamento delle coltivazioni e per l’aggressione subita. Uno dei bracconieri avrebbe anche ammesso durante l’interrogazione che i membri del CABS gli avevano confiscato i suoi bastoni di vischio ma aveva altresì ribadito che i volontari erano entrati nella sua proprietà con lo scopo di rubare pomodori e cetrioli. Inoltre, non solo aveva ammesso di aver sottratto ai volontari la videocamera e il cellulare, ma li aveva restituiti alla polizia. Qui il risvolto inatteso. Secondo quanto comunicato dal CABS la polizia, invece di avviare il procedimento contro i bracconieri, avrebbe aperto un procedimento  contro i volontari del CABS.

Infine il processo si è svolto veramente, ma non come speravano i bracconieri.

Siamo felici che le accuse contro di noi sono decadute e che la giustizia abbia vinto per noi e per l’ambiente – ha dichiarato Andrea Rutigliano, Field InvestigationsOfficer del CABS –   Grazie anche alle dichiarazioni del giudice, che ha sottolineato durante l’udienza come il bracconaggio sia un reato diffuso nell’area di Famagusta e che gli uccelli selvatici e la natura debbano essere seriamente protetti. Continueremo a organizzare i nostri campi antibracconaggio in primavera e autunno a Cipro fino a quando non saremo sicuri che i reati di trappolaggio, uccellagione e commercio illegale di uccelli protetti, sia finalmente affrontato da parte delle forze dell’ordine competenti in modo efficace e permanente”.

Nonostante il CABS abbia iniziato i primi interventi su Cipro nel 2001, è dalla primavera 2008 che i campi antibracconaggio sull’isola si effettuano regolarmente in collaborazione con SPA. Fino alla primavera 2013 questi campi hanno sempre avuto il sostegno di tutte le autorità pubbliche e forze dell’ordine responsabili in materia di bracconaggio. Tuttavia dalla primavera 2013, le richieste di collaborazione con le forze di polizia sarebbero state respinte o ignorate. Vista la situazione sono state inviate denunce al Ombudsman di Cipro, al DG per l’Ambiente della Commissione Europea, al Comitato Ambiente del Parlamento Europeo e alla Segreteria della Convenzione di Berna.

Il sostegno della polizia è assolutamente necessario per le nostre operazioni di questa primavera – ha concluso Rutigliano – e non possiamo accettare che sia nell’interesse del governo che la vita dei cittadini europei sia messa in grave pericolo a causa di trappolatori locali e della mafia organizzata“.

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