GEAPRESS – Non solo la polenta e osei bresciana e le sue crudeli trappole per catturare i poveri uccellini. Anche a Cipro le cose vanno male soprattutto per capinere e sterpazzole in migrazione. Un commercio fiorente anche da quelle parti che comporta, secondo Birdlife international, la morte di almeno un milione di piccoli uccelli nel solo mese di settembre.

Nella scorsa stagione, ivi compreso il mese di ottobre 2010, la stima fu quasi di due milioni e mezzo di poveri animaletti finiti in conserva sotto aceto. Per il 2011, pertanto, il bilancio è ancora parziale. “Solo” un uccellino ucciso ogni quattro secondi. Questi i calcoli di Birdlife che spara a zero sul menefreghismo delle autorità politiche locali, spesso complici di una situazione intollerabile anche alla luce del fatto che l’Europa, con le sue direttive, vieta pratiche venatorie di questo genere.

Se nel bresciano, però, a farla da padrona sono reti e trappole che spezzano le zampe, a Cipro, oltre alle reti, si utilizza soprattutto il vischio. Una colla particolare che blocca irreparabilmente il povero animale attratto con un’esca. L’azione dei bracconieri avviene fin nei giardini di casa, per non parlare delle capinere trovate invischiate nelle siepi degli alberghi. Poi vi è la base militare inglese, neanche lei esente dall’azione dei bracconieri isolani.

E’ tempo che le autorità cipriote e l’amministrazione inglese della base, prendano coscienza della gravità della cosa, intollerabile per un membro dell’Unione Europea” ha dichiarato Tim Stove, responsabile della Royal Society for the  Protection of Birds.

Un vero e proprio disastro ecologico. Il tutto per l’ambelopoulia (nella foto), il piatto tipico di uccellini ciprioti. Il campione di ingordigia nel corso di una sagra cipriota, è un politico locale. Non meravigliamoci succede anche a Brescia, con numerosi politici in cerca di facili voti, rastrellando le speranze dei bracconieri locali.

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