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GEAPRESS – Ad appena cinque giorni dalla ripresa delle attività antibracconaggio condotte dai volontari del CABS, Cipro presenta ancora una volta in tutta la sua gravità la drammaticità di un fenomeno ancora lontano dall’essere risolto.

Stante quanto comunicato dal CABS sono stati individuati ben otto luoghi di cattura degli uccelli. L’intervento, scaturito congiuntamente alle forze di polizia, ha comportato lo smantellamento degli impianti. Cinque, invece, le denunce presentate, mentre in tre casi si è avuta la confisca del materiale ritrovato. Si tratta di 283 limestick, ossia trappole costituite da posatoi ricoperti di colla, diciassette reti per uccellagione e sei 6 richiami elettroacustici costituiti da tre riproduttori MP3, 2 CD e 1 audiocassetta. Nove, invece, gli altoparlanti alimentati da tre batterie per auto.

Ad essere liberati sono stati in tutto settanta piccoli uccelli. Tra questi, vi sono Capinere, Assioli, Usignoli, Cannareccioni e altri ancora. Niente da fare per altri 23 uccelli uccisi dalle trappole dei bracconieri e 120 animali trovati già congelati e confezionati. Il tutto è stato confiscato dalla polizia come prova a carico degli uccellatori.
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