GEAPRESS – Aggrediti, bastonati e tenuti sotto sequestro per almeno un’ora. Questa la sorte toccata a due nostri connazionali a Cipro, vittime dei bracconieri di piccoli passeriformi. Andrea Rutigliano, responsabile del CABS (Commitee Against Bird Slaughter) e Piero Liberati collaboratore del CABS e fondatore di Valle Vegan, sono stati aggrediti nel tentativo di costringerli a salire nelle macchine dei bracconieri. La Polizia ha tardato, e quando sopraggiunta ha chiesto i documenti ai nostri connazionali ed accompagnato a casa i bracconieri. Un comportamento vergognoso ma che testimonia il clima di tolleranza, per non dire connivenza, delle autorità locali greco cipriote.

In queste ore gli avvocati tedeschi del CABS (l’Associazione tedesca che ha sede in molti paesi, tra cui l’Italia) hanno formalizzato la denuncia direttamente alla Magistratura di Cipro, saltando, cioè, le autorità di Polizia. I reati ipotizzati sono aggressione aggravata, sequestro di persona, minacce.

I fatti sono accaduti a fine aprile nel distretto di Paralimni. Andrea Rutigliano e Piero Liberati, stavano accompagnando una troupe della tv tedesca per filmare un impianto di cattura con reti da uccellagione ed i bastoncini con il vischio. La colla, cioè, che cattura i piccoli uccelli da destinare ai ristoratori di Cipro. Erano in aperta campagna quando dalle case sono stati notati da quello che verosimilmente era il proprietario dell’impianto. L’uomo ha iniziato subito a schermirli con un bastone, avvicinandosi ed inveendo contro di loro.

Il tipo – dice Andrea Rutigliano a GeaPress – ha poi detto che stava chiamando la Polizia, ma il tutto risultava poco credibile. Pochi minuti dopo sono arrivati dei suoi amici a bordo di un pick up“.

A questo punto le cose si mettono male (vedi video). Il pick up, appena notati i due volontari, punta diritto su di loro tentando di investirli. Il servizio della tv tedesca, nella parte finale del video allegato, mostra solo una parte di quello che è successo.

Ci siamo trovati circondati da quattro energumeni – dice a GeaPress Piero Liberati – prima hanno aggredito Andrea. Lo hanno preso per il collo e per la testa cercando di spingerlo dentro la macchina. Poi si sono rivolti a me, riservandomi lo stesso trattamento. Stringevano sul collo e con forza. Non è stato possibile per almeno un’ora allontanarci dal posto. Ci hanno tenuto bloccati, minacciandoci“.

Tra di loro, i bracconieri, si chiamano “cumpari“, come se si fosse in Sicilia. Quel giorno era un susseguirsi di grida di “cumpari, cumpari“. Gente che apparentemente sembrava uscita di testa, ma che in effetti era molto sicura di quello che faceva. Mentre alcuni bracconieri bloccavano Andrea e Piero, altri si rivolgano alla troupe tedesca. Volevano i nastri.

In tutto questo caos eravamo riusciti a chiamare la Polizia – aggiunge Rutigliano – C’erano state altre aggressioni, come nel campo del CABS del 2010“. Andrea, in quel caso, era stato picchiato ma l’anno successivo era di nuovo a Cipro, a Paralimni.

Quest’anno il CABS aveva organizzato il campo, volendo segnalare i bracconieri alla polizia locale. Ben quattro corpi di polizia, alcuni dei quali preposti al controllo di cacciatori e bracconieri. Ben trenta segnalazioni in pochi giorni, senza ricevere, però, alcuna risposta soddisfacente. Tempo perso, meglio iniziare subito la raccolta dei bastoncini invischiati. I volontari perlustrano armati di uno spruzzino pieno d’acqua e sapone.

Ai bracconieri il vischio conviene. L’uccellino viene raccolto ancora vivo dopo numerose ore di tremenda agonia a testa in giù. I volontari, una volta notati gli animali penzoloni, li raccolgono delicatamente ed iniziano a spruzzare la saponata che funge da solvente. Cercano di tirare, con tutta la delicatezza possibile, gli uccellini nella trappola di colla. Riescono, così, a staccarli dalla morsa mortale. Ma non sempre la trappola è rinvenuta in tempo. Se non già morti, in alcuni casi si ritrovano moribondi, con il corpo tutto impiastricciato dalla colla.

Ad essere particolarmente cacciata è la capinera, ma a rimanere nel vischio sono decine di altre specie di uccelli, tra cui gruccioni, tortore ed a volte piccoli rapaci. Il totale stimato è di non meno 800.000 animali che in pochi giorni di migrazione primaverile, perdono la vita a Cipro.

Ma l’isola divisa a metà, tra greco e turco ciprioti, sembra andare per la sua strada. Almeno nella parte greca dove particolarmente diffuso è il fenomeno dell’uccellagione. Cipro, infatti, è un’isola in vendita. I “for sale” delle casette multiproprietà tutte eguali fra loro, costruite fin dentro le baie remote ed un tempo incontaminate, sono comuni come i bastoncini invischiati. Qualcuno si sta arricchendo con la speculazione voluta dalle bramosie dei fondi di investimento internazionali. Molti di più, invece, i ciprioti in cerca di occupazione. L’uccellino da vendere ai ristoranti locali, costituisce una integrazione. Dietro le cacce di tradizione, vi è sempre, oggi, una speculazione economica. Possono essere i fringillidi della polenta ed osei (vedi articolo GeaPress) o i Pillonis de Taccula del cagliaritano ( vedi articolo GeaPress).

Anche a Cipro gli uccellini finiscono ogni anno nei ristoranti, appena soffritti e poi sbollentati. Alcuni li mangiano interi, testa (con l’eccezione del becco che viene spezzato) ed intestini compresi. Poi ci sono quelli in salamoia. Si chiamano ambelopoulia ed il campione di gara culinaria è un noto politico di Cipro. Non è l’unico caso di manifesta connivenza, tanto che le prime campagne anti bracconaggio con la partecipazione di stranieri, furono boicottate da noti personaggi al grido di “via il turco“. E’ lo straniero, ovvero l’eterno nemico del nord del paese, che serve a distrarre tutti, mentre una cerchia ristretta di privilegiati greco ciprioti si sta svendendo l’isola sotto colate di cemento.

A Cipro, con l’uccellagione, la situazione non è sfuggita di mano, piuttosto è sempre stata così. Le responsabilità della Polizia sono gravissime ed i campisti anti bracconaggio hanno più volte denunciato. Dalle pattuglie appositamente chiamate che non intervengono a due passi dai richiami elettroacustici accesi, ai poliziotti che si mettono a parlare con i bracconieri. Ci sono poi quelli che non ne possono più ed infine sbottano contro i bracconieri prendendosela con loro solo perché ci sono i tedeschi (ovvero i volontari del CABS) e per oggi devono finirla. Infine quelli che identificano i nostri connazionali aggrediti, lasciando in pace i responsabili. Quest’anno parrebbe, però, essersi interessato il locale Ministero dell’Ambiente.

Il problema dell’uccellagione è diffuso in tutta la parte greco cipriota dell’isola. Quella di Cipro è un’altra adesione a convenienza nell’Unione Europea che dovrebbe imporsi per fare rispettare le sue Direttive che riguardano la protezione della fauna.

Tutto perso? No, dicono al CABS. “A Cipro ci sono associazioni molto attive, come BirdLife international, Friends of the Earth e Terra Cypria. Lavoriamo molto con loro, cercando di tessere un sistema collaborativo sia con i Ministeri che con le Forze di Polizia“. I volontari ciprioti devono combattere una realtà soverchiante, situazione del resto comune anche in molti altri posti del mediterraneo. Ora pure il vischio. Quest’anno è comparso a Ponza mentre proprio ieri le Guardie dell’ANPANA lo hanno sequestrato ad un bracconiere romagnolo.

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