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GEAPRESS – Un’irruzione nel seggio elettorale da parte di conosciuti “rais” dell’uccellagione. Un episodio incredibile reso noto dal CABS (Committee Aganist Bird Slaughter),  accaduto a Cipro nel corso delle recenti elezioni del vice presidente della Repubblica.  Lo scopo, probabilmente andato a segno, era quello di fare saltare gli interventi antibracconaggio messi in campo dal Governo cipriota.

Molte centinaia i siti che notoriamente vengono utilizzati  per catturare l’avifauna in migrazione. Tutti registrati in anni di attività antibracconaggio del CABS.  Paralimni, Sotira, Agia Napae Protaras e i territori ancora più caldi del Famagusta District.

3.300 i limestiks, ovvero i bastoncini di melograno ricoperti di vischio, posti sotto sequestro. La lora presenza trasforma sia i frutteti che la macchia mediterranea, in un inferno per gli uccelli migratori. Quarantaquattro reti eliminate e 16 richiami elettroacustici disinnescati. Poi i denunciati. Ben venti persone, alcune delle quali proprietarie di  enormi voliere illegali. Cardellini, verdoni, storni, tortore, tordi, ortolani e strillozzi. Tutti sequestrati e liberati dalla polizia ambientale cipriota (APS).

Quest’anno, ad intervenire, è stata anche la polizia speciale delle Nazioni Unite. Si tratta degli Agenti incaricati del controllo della buffer zone, ovvero l’area cuscinetto fra la parte turco cipriota e quella a  sud di lingua greca. Parecchi chilometri di territorio che, nonostante il divieto, viene intensamente trappolato. L’intervento del CABS ha portato finalmente alla denuncia di un trappolatore e al sequestro di una settantina di trappole. Un primo passo per estendere l’antibracconaggio in quest’area difficile.

Tutto bene o quasi, fino al giorno dell’appuntamento elettorale per la nomina del vicepresidente della Repubblica e l’irruzione di un noto uccellatore in un seggio. Il tutto ripreso dalle telecamere e trasmesso dalla televisione. Immediato, sostiene il CABS, l’intervento del Governo. I poliziotti dell’APS tornano a Nicosia, annullando così gli interventi antibracconaggio.

Dal 26 aprile, i volontari si sono ritrovati di nuovo soli. Inoltre, innanzi alle denunce, nessun intervento in campo sarebbe più avvenuto da parte della Polizia.

La battaglia che nel 2012 sembrava ben instradata, conclude amaramente il CABS, ha subìto ora una brutale battuta d’arresto.

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