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GEAPRESS – Nuova tentata aggressione ai danni dei volontari del CABS (Committee Against Bird Slaughter) nei pressi di Sotira nella parte sud orientale di Cipro.

Il responsabile del campo antibracconaggio Piero Liberati e gli attivisti Lara Migliorati e Federico Monticone, rispettivamente di Roma, Brescia e Torino, avevano stamani individuato un grosso carrubo i cui rami erano stati riempiti di bastoncini cosparsi di colla (limesticks), ovvero trappole viscose per i piccoli passeriformi. Alcuni uccellini erano rimasti già trappolati. Una zona, quella di Sotira, già conosciuta per fatti di questo genere. Due anni addietro, infatti, vi era stato un tentativo di sequestro ai danni dello stesso Liberati e di Andrea Rutigliano, responsabile  del CABS. Erano stati assaliti e costretti a seguire i bracconieri in macchina. Liberati, poi, era stato quasi investito da un grosso fuoristrada.

Stamani, mentre i volontari antibracconaggio provvedevano a pulire l’albero infestato dalle trappole viscose, è improvvisamente comparso un uomo. Appena ha notato i volontari ha iniziato ad urlare selvaggiamente cercando di attirare l’attenzione di altre persone. I tre italiani si sono così precipitati in un vicino boschetto riuscendo a mimetizzarsi finchè non sono arrivate le macchine con gli altri volontari che li hanno tratti in salvo. Per una intera ora, però, è stato il terrore. La ragazza è caduta, senza gravi conseguenze, ma per un puro caso i bracconieri non si sono accorti di loro. Motociclette e quad, non hanno dato un solo secondo di tregua.

Gesticolando e scambiandosi messaggi cercavano proprio gli italiani per assalirli.   Più o meno quanto successo tre giorni addietro in un’altra contrada di Sotira. In quel caso ad essere stati individuati sono stati Andrea Rutigliano, Sergio Coen Tanugi  ed il volontario sloveno Bostjen Debersek. Nel gruppo c’era anche Secondo Mensi che è riuscito a fuggire.

I tre sono stati colpiti con pugni in testa  e randellate. A riportare le ferite più gravi è stato Andrea Rutigliano. Per lui la perforazione del timpano ed un mese e mezzo di prognosi. Sergio Coen Tanugi (nella foto) è stato colpito al volto e ad un occhio in particolare. Colpito anche il volontario sloveno.

Oggi è iniziato il processo, ma non contro il bracconiere che ha aggredito. Ad essere accusati sono infatti  i quattro volontari. Processo per direttissima. Le accuse sollevate sarebbero aggressione, violazione di proprietà privata e danneggiamento. Solo pagando duemila euro i quattro volontari non sono stati tradotti in prigione. Avevano infatti chiesto un rinvio, accolto al 23 ottobre, per cercare un avvocato e preparare la loro difesa. Nessuna informazione ancora sul processo contro il bracconiere. “I procedimenti sono separati ed è chiaro – riferisce a GeaPress Piero Liberati – che le accuse contro i volontari sono create ad arte per alleggerire le posizioni degli aggressori“.

Il processo contro i volontari  sta avvenendo innanzi alla Corte di Famagusta con l’aiuto di due interpreti.

Una situazione grave e che ha visto nei giorni scorsi palesarsi  pesanti accuse da parte del CABS internazionale per l’assenza delle autorità di polizia. Troppo evidenti per non creare qualche sospetto.

A Cipro, tra i volontari italiani, oltre a romani, bresciani e torinesi, ci sono anche genovesi e casertani. Presenti anche svizzeri, tedeschi, ungheresi, inglesi e ciprioti.

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