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GEAPRESS – Non meno di 900.000 piccoli uccelli canori uccisi nei soli pressi della base militare britannica di Cipro. E’ la stima di Birdlife International e della RSPB (Royal Society Protection Birds), sull’entità del bracconaggio cipriota. Si tratta, riferisce l’ONG,  del livello più alto registrato in 12 anni.

Le due ONG  stanno ora tentando di sollecitare le autorità della base militare, affinchè si continui l’azione di repressione contro i cacciatori di frodo, avviata già lo scorso anno. Un’attività che necessita della rimozione degli impianti di cattura nascosti tra i filari di Acacia, appositamente piantati per occultarli.

Sempre secondo Birdlife e RSPB,  il bracconaggio cipriota sarebbe sotto il controllo della criminalità organizzata che di fatto inficia il formale divieto, esistente ormai da 40 anni, di uccisione dei piccoli ucceli canori.

BirdLife Cipro e la RSPB hanno monitorato l’attività illegale di cattura nei pressi della base militare di Dhekelia, fin dal 2002. I dati rivelano come lo scorso autunno sia stato quello peggiore . Nei luoghi, nel corso della migrazione autunnale, sarebbero stati uccisi almeno 15.000 uccelli al giorno.

Gli uccelli canori sono trappolati per rifornire l’ingrediente principale di un piatto tipico locale. Si tratta della costosa “ambelopoulia”, ovvero un piatto di uccelli, come capinere o pettirossi, servito nei ristoranti. Sempre secondo Birdlife International, la diffusione del trappolaggio e gli alti profitti starebbero sempre più attirando l’attenzione di bande criminali organizzate.

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