GEAPRESS – Si chiamerà “Ciccio”, così è stato deciso nei tantissimi messaggi pervenuti al WWF di Salerno a proposito del nome da dare al cardellino accecato. Sequestrato pochi giorni addietro a San Valentino Torio (vedi articolo GeaPress) ed ora al sicuro ed affidato in custodia giudiziaria al WWF.

L’uccellatore lo ha reso cieco con i chiodi roventi. In tal maniera il canto della disperazione doveva servire a renderlo un efficiente zimbello, attirando in gabbia i cardellini selvatici. Una storia di crudeltà ed ignoranza. Ora è al centro dell’attenzione di migliaia di persone che in questi giorni stanno facendo pervenire la loro solidarietà e gratitudine al WWF di Salerno. C’era chi voleva chiamarlo Titti, poi Trilly e Vita. Infine, in onore a San Francesco, protettore degli animali, si è scelto di chiamarlo nella forma affettuosa. Ciccio, come un amico.

Ci piacerebbe che Ciccio diventasse un ambasciatore ideale – dicono a GeaPress dall’Ufficio Promozione e Comunicazione del WWF di Salerno – Un ambasciatore di amore contro le torture inflitte“.

Un impegno, quella della repressione di vari tipi di reati, già da tempo profuso dalle Guardie del WWF, sia nel campo delle leggi sulla protezione degli animali e sull’attività venatoria che nel settore ambientale. Tutte operazioni, come nel caso di Salerno, portate avanti in un rapporto di fiducia venutosi a creare con le Forze dell’Ordine. Ciccio, ad esempio, è stato sequestrato nel corso di una operazione congiunta con il Comando Stazione dei Carabinieri di San Valentino Torio.

Ma come sta ora il “nostro” cardellino?
Ovviamente non può tornare in natura – dicono all’Ufficio Promozione e Comunicazione del WWF di Salerno – anzi nel caso di Ciccio non poteva esserlo anche nel caso non fosse stato accecato. Si tratta – precisano al WWF – di un incrocio tra cardellino e canarino, nato e cresciuto in gabbia“.

Ciccio è un giovane. Secondo il dott. Gianbenedetto Iurmino, il Medico Veterinario a cui il WWF ha sottoposto il caso, si tratterebbe di un incrocio di non più un anno di vita. E’ stato tenuto vedente quanto è bastato per fargli conoscere a perfezione tutto il suo micromondo, ovvero la piccola gabbia nella quale vive. Poi è stato accecato, ed al posto degli occhi ha delle fossette. Il dott. Iurmino ha raccomandato la massima attenzione nell’eventuale ampliamento della gabbia. E’ per lui tutto il mondo memorizzato per sempre nella sua memoria. Fargliene conoscere un altro, magari più spazioso, rischierebbe di ferirlo, andando a sbattere in spazi non conosciuti. Pian piano, tra un pò di tempo, si tenterà di aumentare le dimensioni della gabbia. Non più di pochi centimetri di superficie per volta, in un ambiente il più simile possibile a quello precedente.

Intanto Ciccio non è più spaventato. Passa i suoi giorni a pulirsi il piumaggio, del quale ne ha massima cura.

Non gli facciamo mancare niente – dicono al WWF – e per quanto possibile nei ridotti spazi nei quali si trova, cerchiamo di dosare opportunamente diversi semini dei quali è ghiotto. Poi ha iniziato a mangiare la mela, ma al di là delle nostre premure ci piacerebbe che Ciccio potesse essere un tramite, per capire a che punto si può arrivare, senza perdere la speranza, però, di potere migliorare. Noi tutti – aggiungono al WWF di Salerno – crediamo in questo, ed invitiamo le persone a denunciare, fosse anche la gabbietta con un solo cardellino nel balcone. Siamo tutti volontari, nessuno di noi è pagato per questo, ma lo sentiamo come un dovere nei confronti degli animali e dell’ambiente che poi è anche quello nel quale vive l’uomo“.

Ciccio ora è al sicuro. Nessuno dovrebbe più toccarlo, men che meno nella vista. Siamo certi, però, che grazie all’attività delle Guardie del WWF, Ciccio riuscirà a comunicare tantissimo. Basta cercare nella nostra coscienza ed a volte l’aiuto, anche di un piccolo animale, può essere fondamentale.

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