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GEAPRESS – Dopo la tragedia occorsa in provincia di Padova, dove un ragazzino è stato ucciso dal padre al termine di una battuta di caccia, è salito a 5 il numero di minorenni vittime di armi da caccia. Lo afferma l’Associazione Vittime della caccia che chiede ancora una volta alle Autorità preposte, che sia vietata in maniera esplicita la partecipazione di minori all’attività venatoria e all’uso di armi.

Come ogni anno l’associazione ha stilato un triste elenco delle vittime per armi da caccia. Si tratta, a detta dell’associazione, di 84 persone fucilate di cui 17 morti e 67 feriti. Di questi un morto (minore) e 15 feriti (di cui 3 minori) sono le vittime estranee all’attività venatoria. Questi i “numeri” in nemmeno 5 mesi, dal 2 settembre al 30 gennaio, dati ancora non definitivi e riguardanti solo l’ambito venatorio

Secondo l’Associazione Nazionale Vittime della caccia, la regione in cima alla lista sarebbe il Veneto con sei vittime tra la gente comune: cinque feriti, tra cui due bambini e l’ultimo, il 15enne morto in provincia di Padova. Segue la Lombardia con 4 feriti tra la gente comune, ma 12 vittime in totale.

Sebbene la caccia sembra essersi formalmente conclusa, continuerà sotto le vesti di caccia di contenimento, di selezione, di eradicazione e chissà grazie a quale altra genialata riuscirà ad alimentare quello che i protezionisti definiscono il “sistema caccia”.

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