GEAPRESS – In merito alla morte dell’agricoltore di Casalbordino (CH) scambiato per un cinghiale, e per il quale è già indagato a piede libero per omicidio colposo ed omissione di soccorso un bracconiere 60enne intervengono le Guardie WWF di Chieti. Non solo la vicinanza alla famiglia ma anche la constatazione che ancora una volta si tratta di un dramma legato all’allarmante fenomeno del bracconaggio. Secondo il WWF le Autorità pubbliche preposte alla sicurezza dei cittadini non possano ignorare quanto accaduto. Bisogna far si, ribadisce l’associazione, che questo sia l’ultimo episodio di morte legato al mondo, sconosciuto a tanti, del bracconaggio venatorio.

Noi stesse guardie giurate volontarie ambientali temiamo per la nostra incolumità, per quello che può capitare durante i controlli notturni o al crepuscolo – dichiara Claudio Allegrino, Coordinatore delle Guardie Giurate Volontarie del WWF- La ubiquitaria presenza dei cinghiali ha aumentato il numero dei cacciatori che premono il grilletto in tempi, modi e luoghi vietati dalla legge”.

Già dal 2001 il WWF con il dossier “Il bracconaggio in Abruzzo”, documento che raccoglieva ed elaborava dati ed informazioni delle diverse Forze di Polizia, aveva denunciato le gravi carenze nella vigilanza venatoria nel territorio regionale e nella Provincia di Chieti in particolare.

Diverse volte le Guardie Giurate del WWF hanno denunciato le pessime condizioni in cui si trova ad operare sia il Corpo di Polizia Provinciale di Chieti che il Corpo Forestale dello Stato.

Il Coordinatorie delle Guardie WWF Allegrino indirizza un appello al Prefetto di Chieti.

Il Comitato per l’Ordine e la Sicurezza Pubblica – dichiara Allegrino – quale organo collegiale deputato ad organizzare i piani coordinati di controllo del territorio, introduca nella programmazione anche la vigilanza notturna antibracconaggio nelle campagne e nei boschi della nostra provincia. Bisogna fare l’impossibile perché simili tragedie non avvengano mai più.”

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